Furto su commissione nella chiesa di San Nicola alla Carità. Il bottino valutato un milione di euro. Almeno tre i ladri in azione. Trafugate statuine del 1800 tutte fotografate e catalogate. Devastato il presepe della chiesa di San Nicola alla Carità. I ladri d'arte sono entrati in azione durante la notte trafugando circa trecento statue tra pastori e altri pezzi pregiati dell'allestimento sacro di via Toledo che era tra i più significativi e visitati della città. Un furto su commissione. Un bottino da un milione di euro. Ma il parroco, padre Mario Rega, aveva tutte le immagini delle opere d'arte, che ha consegnato ai carabinieri, per cui per i ricettatori sarà difficile smerciarle. L'unicità del presepe consiste nel fatto che non si trattava di una rappresentazione soltanto da ammirare ma da «vivere», tanto da essere definito dai fedeli della zona «friccicariello» per i tanti pezzi semoventi. Nell'ampio sotterraneo della parrocchia infatti - partendo da un nucleo originario di pastori dell'Ottocento (alti 40 centimetri) - erano state ricostruite con ricchezza d'ambientazione storica tutte le fasi della vita di Cristo in cinque immense nicchie (anche di dieci metri per tre) incastonate ad altezza d'uomo nella seicentesca architettura underground, consentendo di immergersi in un'atmosfera resa ancor più carica di suggestioni dalle melodie di sottofondo. In quella della Natività è rimasto solo il Bambino. In un'altra, pastori a terra, colpiti dalla furia dei banditi. Mentre in un angolo Benino sta ancora dormendo. Favoriti dalla pioggia oltre che dal buio, i ladri - nascosti dietro un telone scuro che avevano portato con sé - hanno attaccato con la fiamma ossidrica la massiccia porta blindata di uno degli ingressi laterali della chiesa, quello di vico San Nicola, che da proprio sulla scala che porta nel sotterraneo, distruggendone la serratura. Erano almeno in tre, uno dei quali piuttosto agile. I cinque allestimenti, infatti, si trovano su piedistalli alti un metro, protetti da lastre di vetro che giungono sin quasi al soffitto e poi da una sottile rete. Uno dei banditi l'ha sollevata e ha scavalcato la vetrata nel presepe per saccheggiarlo. Poi la fuga. Qualche pezzo s'è rotto, sul pavimento c'erano i frammenti. Per portar via le altre statuine saranno bastati due o tre sacchi, di quelli grandi, della spazzatura. Il parroco si è accorto del furto verso le 6.30 quando è entrato in chiesa. Il sistema d'allarme elettronico era stato attivato l'altra notte, forse i ladri l'hanno disinnescato. Gli abitanti della zona, non sentendo risuonare come al solito i rintocchi delle campane alle 7, hanno capito subito che doveva essere successo qualcosa di grave e sono accorsi in parrocchia. Indagano i carabinieri della compagnia Napoli Centro diretti dal capitano Emanuele Galtieri in collaborazione con i militari del Ntpc (nucleo tutela patrimonio artistico). Delusione dei tanti turisti e fedeli che anche ieri volevano ammirare il presepe. Non si ricorda un furto così clamoroso da quando nel 1995 i «pirati» arrivarono dal mare per depredare i pastori del '700 (poi ritrovati) di un collezionista di Posillipo. Ora forse i pastori rubati nella chiesa di San Nicola sono già in viaggio verso l'estero. «È necessario che chi ha visto o ha informazioni utili alle indagini collabori con le forze dell'ordine per evitare che si possano collocare i pezzi nel circuito dell'archeomafia», avverte Legambiente. Il Comune di Napoli, attraverso l'assessore alla Cultura, Nicola Oddati, rivolge un appello «ai criminali affinchè riconsegnino alla città il maltolto, restituendo un pezzo d'arte e di storia alla collettività».
Napoli. Assalto al presepe, rubati trecento pastori
La chiesa di San Nicola alla Carità di Napoli è stata vittima di un furto su commissione. I ladri hanno trafugato circa 300 statue tra pastori e altri pezzi pregiati dell'allestimento sacro di via Toledo, valutati in un milione di euro. Il presepe della chiesa è stato devastato e solo un pezzo è stato lasciato intatto. I ladri sono stati fotografati e catalogati, e il parroco ha consegnato le immagini alle forze dell'ordine. I carabinieri stanno indagando e chiedono che chi ha visto o ha informazioni utili collabori con le forze dell'ordine per evitare che i pezzi vengano collocati nel circuito dell'archeomafia.
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