PERUGIA - Una delle collezioni d'arte più belle e importanti d'Italia all'interno di uno degli edifici più belli e importanti d'Italia. Questo stretto binomio, aspetto culturale di primo piano per Perugia e l'Umbria intera, è tornato a vivere e si è arricchito di nuovi contenuti. La Galleria nazionale dell'Umbria, costituita da una raccolta di testimonianze artistiche di livello internazionale e ospitata nei piani superiori dello storico palazzo dei Priori, riapre oggi al pubblico al termine di un articolato percorso di recupero e ampliamento degli spazi espositivi, oltre che di restauro delle opere d'arte facenti parte delle collezioni. Il tutto presentato grazie ad un nuovo ordinamento museografico. Sono quasi tremila le opere d'arte perfettamente restaurate, in parte esposte nel percorso storico completamente rivisitato o nelle nuove sale (messe a disposizione dall'amministrazione comunale che ha ceduto al più grande tra i musei umbri quasi 1500 metri quadrati di spazio), in parte conservate in nuovissimi depositi, oggi resi visitabili su appuntamento per studiosi e appassionati d'arte. Nella giornata di ieri si è tenuta l'inaugurazione ufficiale della nuova "Grande Galleria" che per l'occasione è rimasta aperta gratuitamente fino alle dieci di sera. Una riapertura in grande stile, presenziata dal ministro per i Beni e le attività culturali, Francesco Rutelli, il quale in mattinata, in una gremita sala dei Notari, nel suo intervento ha messo l'accento sull'Umbria e sulla sua qualità di "museo diffuso" e, naturalmente, si è soffermato su quel fiore all'occhiello che è la Galleria nazionale dell'Umbria, "orgoglio civile di una terra che ha dato e continua a dare molto al nostro Paese". L'onorevole Rutelli ha espresso le sue felicitazioni a una comunità che, ha affermato, "accoglie la conclusione di un percorso importante, ma che ne deve aprire subito uno nuovo, perché questa città lo merita". "Il Comune che dona alla città questa sede, trasferendo i suoi uffici, testimonia come Perugia sia un luogo di altissima convivenza civile" ha aggiunto. Questo raddoppiato - per ciò che riguarda la superficie espositiva - gioiello museale è dunque diventato oggi molto più di un luogo dove conoscere e conservare perché non si possono tralasciare, da un lato il suo valore simbolico e di memoria all'interno del contesto urbano ed umano nel quale è inserito, e dall'altro la sua funzione di risposta ad un crescente bisogno di "consumo culturale". E palazzo dei Priori, sede del Comune di Perugia fin dall'epoca medievale e splendido esempio di architettura civile gotica, è quell'ideale "contenitore" dallo straordinario valore per la città, dal punto di vista storico, architettonico e simbolico. Ecco perché l'inaugurazione della "nuova" Galleria, come ha sottolineato l'assessore alla cultura Andrea Cernicchi, era "un momento atteso con pazienza da tutta la comunità". Cernicchi, nel suo intervento, ha messo in evidenza l'ottimo lavoro effettuato in questi anni anche grazie al raggiungimento di una elevata qualità dei rapporti tra Governo, Regione e Comune. "L'idea del nuovo museo - ha aggiunto - è stata una ferma volontà del sindaco di Perugia il quale ha ripreso una precedente vaga volontà e l'ha tradotta in prassi amministrativa concreta". Ed è proprio il sindaco Renato Locchi a definire la giornata di ieri "storica e destinata a lasciare il segno". Quello della "Grande Galleria" è un risultato ottenuto, anche Locchi lo ha sottolineato, "grazie alla cooperazione delle istituzioni nazionali e locali, un risultato virtuoso che deve rimanere anche in futuro. Ma non è nostra volontà - ha proseguito Locchi - colonizzare, regionalizzare questo patrimonio museale. L'obiettivo è farne un fatto nazionale e mondiale soprattutto grazie a una promozione a massimi livelli". Per questo il sindaco ha manifestato l'augurio che la collaborazione con il Governo continui anche in fase di promozione. Della valenza economica che possiede il patrimonio della Galleria ha parlato l'assessore regionale alla cultura Silvano Rometti: "Questo museo da sostanza e completa una politica che la Regione porta avanti con convinzione, perché si inserisce nella filiera turismo-cultura. La nostra regione vuole più che mai investire in cultura per il suo sviluppo anche economico". Questa politica, come ha ricordato l'assessore, è sostenuta anche dagli interventi economici fatti, oltre che da soggetti pubblici, anche da quelli privati. Ringraziamenti sono dunque andati alla presenza costante della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e alla Fondazione Guglielmo Giordano. Ma i maggiori ringraziamenti sono stati rivolti a Vittoria Garibaldi - per lungo tempo direttrice della Galleria nazionale dell'Umbria e soprintendente e oggi direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Umbria - figura che ha garantito la continuità nell'avanzamento dell'intero progetto. Il lavoro infatti, che ha complessivamente impegnato 8 milioni di euro messi a disposizione dal ministero per i Beni e le attività culturali, è stato portato avanti con determinazione e in maniera sistematica fin dai primi anni Novanta dalla Garibaldi. Insomma, una vera e propria "mamma della Galleria", come l'ha definita Andrea Cernicchi. Una visibilmente emozionata Vittoria Garibaldi ha ripercorso le tappe di un cammino vissuto insieme alla città e ai vari collaboratori e soprintendenti. "Questo progetto - ha spiegato - è partito in sordina perché non avevamo ben chiaro fino a che punto ci avrebbe portato. Più passava il tempo e più ci accorgevamo che avevamo la necessità di ampliarci. L'obiettivo era quello di fare della Galleria un museo che unisse il suo ricco patrimonio alla sua capacità di essere accogliente, vivo e vitale, aperto a tutti e per ogni tipo di iniziativa culturale". La nuova Galleria arriva dunque a supporto di quella particolarità tutta umbra che è stata sottolineata dal ministro Rutelli. "L'Umbria - ha detto - si conferma punto di riferimento per una buona collaborazione del sistema pubblico a beneficio della cultura. Questa regione, sempre anticipatrice di importanti iniziative culturali, deve continuare a crescere e merita di essere aiutata". Al riguardo il ministro si è impegnato nel garantire in futuro, per l'Umbria e per Perugia (soprattutto per il completamento dell'auditorium di San Francesco al Prato), una maggiore disponibilità di risorse.