Bilancio del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri. La Lombardia svincolo dei traffici illeciti. Collaborazione con polizia e Gdf in dogana Più di 21 mila opere d'arte strappate al mercato illegale solo nel 2006. Un anno record per il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma dei Carabinieri di Monza nel decimo anniversario della sua costituzione. Favorita dalla dogana e dal primato artistico di Milano, la Lombardia rappresenta la via d'ingresso e d'uscita del commercio illegale di dipinti, sculture, reperti archeologici, oggetti sacri,libri antichi e copie false. «È cresciuta notevolmente l'attività di recupero, con importanti opere assicurate a Stato e privati», afferma Andrea Ilari, comandante del nucleo. Controllo delle aste telematiche e dei cataloghi, collaborazione con procure e Guardia di finanza, hanno permesso un monitoraggio capillare del mercato. Diminuiti, invece, i furti, specie quelli su commissione, passati dai 193 del 2005 ai 142 di quest'anno. «Un segnale delle difficoltà finanziarie che hanno interessato anche questo settore» commenta Ilari. In questi giorni i militari dell'Arma consegneranno ai legittimi proprietari un prezioso pezzo dell'ebanista Del Maino che stava per andare all'asta. Recuperate in Francia, inoltre, importantissime opere dell'800 oggetto di un furto milionario verificatosi 3 mesi fa a Milano. «La pulizia di un bene illecito sottolinea Ilari passa sempre per l'esportazione illecita. Nonostante i divieti, sofisticati stratagemmi mettono a rischio il patrimonio artistico italiano». Altra piaga dilagante è il sezionamento. Vengono ritagliati i soggetti che compongono una tela: una madonna, ad esempio, e lo sfondo diventano due opere e il gioco è fatto. «È il danno più grave che può essere fatto, uno scempio. Il commercio illegale non si fa scrupoli» commenta Ilari. In continuo aumento i falsi, anche di alto livello. «Per l'arte moderna e contemporanea c'è un mercato molto fruttuoso. Gli inediti di artisti famosi, molto spesso del '900 Fontana, Burri sono l'espediente a cui i falsari ricorrono per conseguire ingenti guadagni. Se di un artista esistono mille opere avverte il comandante nel mercato, ormai, se ne ritrovano anche 10 mila. Particolare attenzione va posta anche all'800». Saccheggiate anche numerose chiese che rappresentano il 50 per cento dei furti. «Quando ci si imbatte in un oggetto sacro, dipinto, croce sottolinea il comandante nel 90 per cento dei casi è materiale rubato o alienato illecitamente». Un consiglio per tutti, anche per non incorrere in acquisti incauti, è la richiesta in galleria, in negozio o al mercato, della documentazione che deve attestare i passaggi di proprietà. «La sicurezza sottolinea il comandante non può prescindere dalla certificazione».
Furti e falsi, sequestrate 21 mila opere d'arte
Il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma dei Carabinieri di Monza ha raggiunto un anno record nel 2006 con oltre 21.000 opere d'arte strappate al mercato illegale. La Lombardia è la via d'ingresso e d'uscita del commercio illegale di dipinti, sculture, reperti archeologici e oggetti sacri. Il controllo delle aste telematiche e la collaborazione con la dogana e la Guardia di Finanza hanno permesso un monitoraggio capillare del mercato. I furti sono diminuiti, ma il commercio illegale di falsi è cresciuto. Le opere d'arte sono spesso ritagliate o scritte, e il commercio di falsi è sempre più sofisticato.
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