PERUGIA - "Questa è una grande giornata per Perugia, una svolta per la sua storia e per la sua economia. Uno di quei giorni destinati a rimanere nella memoria". "E' una festa grande per tutti quanti". "Un giorno di gioia, ve lo siete meritati", "E' una giornata straordinaria, per Perugia e per l'Umbria, dobbiamo veramente godercela". Le frasi sono, nell'ordine, del sindaco Lacchi, della direttrice Garibaldi, del ministro Rutelli e della presidente Lorenzetti che hanno voluto esprimere la loro massima soddisfazione nel D-Day per la Grande Galleria che ieri è stata ufficialmente aperta al pubblico regalando ai perugini e agli umbri un 18 dicembre da non dimenticare. Perché il restauro del primo piano di Palazzo dei Priori, dove la prestigiosa raccolta di opere, si è allargata di ulteriori 1.500 metri grazie ad un protocollo d'intesa con il Ministero, come era prevedibile, ha lasciato tutti i visitatori scioccati. Primo tra tutti lo stesso Ministro che è arrivato poco dopo le 12, con l'abituale trench blu e il sorriso soddisfatto di chi è chiamato a sancire una vittoria, accolto davanti al portone d'ingresso del Comune da un tappeto rosso, dal primo cittadino, da Vittoria Garibaldi e da un plotoncino di fotografi e operatori tv intenti ad immortalare lo storico evento. "Hai donato 1500 metri quadri ma ti sei conquistato la gloria" gli ha detto scherzosamente Locchi stringendogli la mano. E lui di rimando, dando una sbirciatina al nuovo bookshop allestito nell'atrio del Palazzo. "Avete lavorato bene? Adesso vedremo". Poi a braccetto si sono ritirati per qualche minuto nello studio del sindaco dove Rutelli ha scritto sul libro degli ospiti eccellenti, con la sua calligrafia elegante ed un po' inclinata, "Al Sindaco ed alla città di Perugia nel giorno dell'inaugurazione della Galleria profondamente rinnovata anche grazie alla lungimirante decisione dell'amministrazione civica con le congratulazioni ed auguri del Governo italiano ". Poco dopo, intorno alle 12,30, l'inizio dell'affollata conferenza stampa, circa 300 persone, non tutti giornalisti ovviamente ma anche amministratori, uomini politici, sindaci, assessori, consiglieri, industriali, in qualche modo interessati direttamente alla crescita della Galleria che, come è stato sottolineato più volte dal sindaco, dalla presidente Lorenzetti e dagli assessori Rometti e Cernicchi, non solo è un importante traguardo per la città e per la regione, non solo è un valore aggiunto al patrimonio artistico e culturale del nostro Paese ma anche una grande opportunità economica per un territorio sempre più vocato al turismo d'arte. Gli interventi "eccellenti" si sono susseguiti a raffica durante la giornata. La Garibaldi ha ripercorso, con evidente commozione, i 18 anni trascorsi a far diventare sempre più bella e grande la Galleria, ringraziando quanti l'hanno reso possibile sia con le risorse, sia con la determinazione politica sia con il proprio lavoro, sottolineando come i musei umbri siano nati non nei palazzi dei principi e dei nobili ma per l'accorpamento delle opere di proprietà dello Stato, soprattutto quelle rese all'Italia dopo essere state depredate durante i vari conflitti nei secoli. Fragile, ma solo all'apparenza, e determinata la Garibaldi ha raccolto ieri anche molti plausi per una dedizione che ormai sfugge solo a chi non la vuole vedere. Lo stesso Rutelli ha voluto ricordare come, nonostante le polemiche nate per la nomina a direttore regionale, lui sia andato avanti confermandola "per meriti acquisiti sul campo", convinto che lei fosse la persona giusta al posto giusto. Il Sindaco ha reso onore al merito precisando che il protocollo d'intesa con il Ministero era stato firmato dall'amministrazione Valentini, portato avanti da quella di Maddoli (presenti entrambi in sala) e poi operativamente concluso nel corso dei due mandati. Un percorso lungo e pieno di ostacoli che però ha avuto il vantaggio di essere condiviso pienamente dalla cittadinanza e dal consiglio comunale. La presidente Lorenzetti, dal canto suo, ha fatto un lungo excursus su come l'Umbria sia riuscita a mettere a regime e a valorizzare i suoi tesori più preziosi, a cominciare da quelli archeologici fino ai teatri storici "formando un "unicum" di cui siamo molto orgogliosi". Insomma si sono dette tante parole, ieri, nell'arco di 6 ore (conferenza stampa e inaugurazione) ma non è stato il solito bla bla scontato di cerimonie similari, l'emozione e l'orgoglio cittadino erano tangibili. Concluso l'incontro con la stampa Rutelli e tutti i presenti si sono spostati in Galleria dove il nastro è stato tagliato da due studenti tredicenni della terza media Cocchi Aosta di Todi, Martina Scassini e Edoardo Rossi, classe che ha vinto il concorso "II museo che vorrei". Condotto dal Ministro il folto gruppo si è addentrato prima nelle sale già note e poi in quelle nuove dell'ammezzato e del primo piano. Tra la gente c'era anche l'attrice Catherine Spaak, amica dell'architetto Mauro Severi che insieme a Mario Ferrara ha curato l'allestimento della nuova Galleria. "Ieri sera" ci ha confessato "l'abbiamo vista in anteprima, non c'era nessuno, ed è stata un'emozione fortissima. Sono incantata per l'insieme e per l'atmosfera di questa collezione d'arte". Rutelli si è soffermato spesso ad ammirare le opere, anche le meno note, e si è fatto fotografare davanti al "Gesù Bambino delle mani" del Pinturicchio di proprietà della Fondazione Giordano insieme ad Andrea Margaritelli. Poi è fuggito verso un pranzo organizzato dalla Margherita promettendo di tornare per l'inaugurazione ufficiale. Ma non ha potuto mantenere la promessa. Il "secondo" nastro della giornata è stato così tagliato da Locchi, Lorenzetti, Garibaldi e Biganti. Un onore non condiviso ma moltiplicato per quattro.