«Leggo facile»: è questo lo slogan con il quale Arnoldo Mondadori Editore ha portato in libreria da qualche settimana un'edizione a caratteri grandi dell'ultimo romanzo di Alberto Bevilacqua, Lui che ti tradiva, disponibile contemporaneamente nel formato tradizionale. «Non tanto un libro per ipovedenti», spiega Massimo Turchetta, direttore generale edizioni Mondadori, «quanto un'opera rivolta a tutti coloro che, per vari motivi, hanno la vista un po' affaticata. A quanti un po' più avanti con l'età iniziano ad avere problemi di presbiopia, ma anche a tutti quei lettori che, dopo una giornata di lavoro passata magari davanti allo schermo di un computer, hanno gli occhi stanchi e pur godendo di perfetta salute e senza alcun problema visivo gradiscono una lettura meno faticosa, più piacevole. Ai grandi caratteri si affianca dunque una maggiore "ariosità", uno spazio più ampio tra le righe, un diverso rapporto tra le parti bianche e nere della pagina, che contribuiscono ad affaticare meno la vista». Ai primi di dicembre è così uscita la versione «large print» dell'ultimo libro di Bruno Vespa, L'Italia spezzata. Poi, si vedrà. L'intenzione di proseguire su questa strada c'è: sia per i commenti soddisfatti di insospettabili fan della lettura comoda, sia perché la casa editrice stima che almeno il 4-5 dei lettori italiani preferisca libri che si leggano con un po' meno fatica. Ma qual è la novità? In realtà, esistono da tempo libri stampati a grandi caratteri, che si distinguono per un corpo più grande della media. Soprattutto all'estero, ma anche in Italia: nei primi anni Settanta la casa editrice Grandi Lettere di Milano ha pubblicato una ventina di titoli, ormai esauriti ma disponibili nelle biblioteche, a corpo 16: testi classici come i Promessi sposi ma anche testi di scrittori italiani pubblicati una decina di anni prima, come II giardino dei Finzi-Contini di Bassani, o II giorno della civetta di Sciascia. Ci ha provato anche l'editore Dall'Oglio con la collana «Senza occhiali»: di alcuni titoli, come Poemetti in prosa: lo spleen di Parigi di Baudelaire o Senilità di Svevo, pubblicati entrambi nel 1987, si trovano ancora tracce facendo una ricerca con Google. E varie sono le iniziative che, attualmente, coinvolgono istituzioni, biblioteche, editori particolarmente sensibili al tema. Tra le case editrici, pubblica da tempo volumi a grandi caratteri Fatatrac di Firenze: i titoli della collana «I nuovi ottagoni», testi di narrativa contemporanea illustrata per bambini di 7-8 anni, spesso dedicati a temi d'attualità come l'ecologia, l'handicap, l'educazione sessuale, possono essere accompagnati da un fascicolo che riporta il testo, a caratteri grandi e senza illustrazioni, per bambini ipovedenti o nonni con vista affaticata. Un servizio su richiesta, offerto dalla casa editrice a costo ridotto. Nell'ambito dell'editoria religiosa, si può citare la Edb di Bologna, nel cui catalogo sono pubblicati a grandi caratteri I Vangeli e gli Atti degli Apostoli, ma anche Massime eterne. Preghiere e meditazioni, Lodi e vespri della domenica e tante altre proposte destinate ad allargarsi nei prossimi mesi. Oppure, le Edizioni Messaggero di Padova, che nella collana «Libri per tutte le stagioni» propongono I fioretti di San Francesco, Imitazione di Cristo a cura di Vergilio Gamboso, o i ritratti di Santa Caterina da Siena e di Antonio di Padova. A Torino, sono ben tre le case editrici impegnate nell'editoria «large print». Marco Valerio raccoglie nella collana «Liberi» edizioni a corpo 18 realizzate on demand per lettori ipovedenti: si tratta prevalentemente di testi classici, soprattutto ottocenteschi, da Fogazzaro a Manzoni, da Dante Alighieri a Beccaria, da Tolstoj a Pirandello, da Collodi a De Amicis a Salgari. Elena Morea stampa su richiesta del lettore, anche in questo caso con la tecnica del print on demand, edizioni a caratteri grandi di tutti i volumi del suo catalogo. Particolarmente interessante il caso di Angolo Manzoni, una casa editrice anch'essa torinese, sorta dall'esperienza di un piccolo gruppo di librai. Enzo Bartolone, uno dei soci, racconta come è nata nel 1998 la collana «Corpo 16». «In libreria, sempre più utenti ci chiedevano libri dai caratteri grandi perché non riuscivano a leggere i volumi tradizionali. Abbiamo cercato di analizzare le loro richieste, ci siamo fatti aiutare da oculisti, medici, esperti. Perché ingrandire le dimensioni non basta: abbiamo studiato caratteri senza svolazzature, che non variino continuamente; una punteggiatura ben distanziata dalle lettere; carta avorio e non bianca, che riflette troppo la luce e affatica molto nella lettura; linee sufficientemente lunghe da non imporre al lettore continui a capo; legatura in brossura cucita che consente di aprire completamente il libro, così che ogni parte - anche la più interna - sia ben illuminata, nella giusta angolazione, e quindi leggibile». Non immaginatevi, però, libri a dimensioni gigantesche. «Il libro è del tutto simile agli altri libri che ci sono in commercio, maneggevole perché rimanga il piacere della lettura». E neppure i prezzi sono inaccessibili. «Realizzare libri con queste caratteristiche costa, è indubbio. Ma per questa collana non c'è utile. Riusciamo a mantenere basso il prezzo, in media attorno ai 15 euro, grazie agli editori e agli autori che hanno capito il nostro progetto. Sapendo che realizziamo solo 1000 copie per uno scopo essenzialmente sociale, nel 90 ci hanno regalato i testi». E grazie a questo sistema di collaborazione nella collana si trovano titoli, usciti magari anni fa, di Benni, Camilleri, Carlotto, Fruttero Lucentini, Mancinelli, Orengo, Perissinotto, o di Coloane, Dant, Gaarder, Giono, Izzo, Sepùlveda. Se il lettore avanti con l'età è stato il primo pubblico di riferimento, ci si è accorti presto che i problemi con la leggibilità sono molto più diffusi di quanto si pensi: circa il 25 degli italiani ne soffrirebbe in vario modo. Tra questi, parecchi ragazzi, soprattutto dislessici. Per loro, per i loro genitori e per gli educatori, la casa editrice ha pubblicato «Edo non sa leggere. È dislessico... proprio come Einstein» di Roberta Moriondo, e sta pubblicando i volumi della saga di Harry Potter, concessi gratuitamente dall'autrice Joanne K. Rowling ma distribuiti solo nelle biblioteche. Gli altri volumi sono distribuiti prevalentemente attraverso la Regione Piemonte, o negli enti, nelle biblioteche, in qualche libreria, nelle librerie on line. Ai lettori ipovedenti o stanchi si devono aggiungere poi i dislessici, adulti e ragazzi, per cui la lettura non e un fatto semplice e automatico, ma un'attività che impegna al massimo capacità ed energie, provocando fatica. «In Italia - spiega Giovanna Lami, vicepresidente dell'Associazione Italiana Dislessia - si stima che ci siano complessivamente 1 milione e mezzo di dislessici e che la dislessia riguardi il 5 dei bambini delle scuole elementari. Per loro, i libri a grandi caratteri sono utili. Una buona spaziatura tra le lettere e tra le righe aiuta, così come i margini a destra non giustificati, o l'uso di caratteri specifici, come il Comic o l'Arial».
Avvenire
19 Dicembre 2006
Leggo bene, leggo grande
PA
Paola Di Giampaolo
Avvenire
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Bene culturale
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