Massa Lubrense. Il pericolo era che la torre saracena, il tempio greco e la villa romana, insieme con gli undicimila metri quadrati del suggestivo promontorio tra i golfi di Napoli e Salerno finissero nelle mani di privati. L'accordo raggiunto tra Demanio e Comune ha definitivamente sventato la privatizzazione di Punta Campanella. E oggi sarà firmato il contratto di trasferimento dell'area all'amministrazione di Massa Lubrense. L'atto sarà firmato dal sindaco Leone Gargiulo e dal rappresentante territoriale del ministero della Difesa. Per l'acquisizione di Punta della Campanella, dove è in programma la realizzazione di un parco archeologico, la Regione ha stanziato 400mila euro. Alle innumerevoli testimonianze storiche, si sono aggiunte nel 2004 le scoperte di alcune tracce dell'acquedotto romano che portava al tempio di Minerva e vari tratti della via che dal centro di Termini porta ancora fino allo sperone roccioso che si affaccia sui Faraglioni di Capri. Dieci anni fa, quando il governo Prodi dell'epoca, nell'ambito della legge finanziaria 1996, decise di vendere l'area del ministero della Difesa di Punta Campanella si levò un'autentica crociata per preservarla da qualsiasi tentativo di speculazione da parte di privati. Una battaglia, lunga e complessa, con un ricorso al Tar prodotto dall'amministrazione comunale di Massa Lubrense, prima di un decisivo intervento dell'ex ministro per i Beni e le attività culturali Giovanna Melandri che assunse per Punta Campanella una difesa particolare; proprio per questo particolare impegno, le venne assegnato nel 1999 il Premio Sorrento nel mondo. La fruibilità del sito, attualmente, è molto precaria. L'impresa Corit di Napoli, appaltatrice per 78mila euro dei lavori di pavimentazione di un tratto della strada ha lasciato il cantiere: è troppo rischioso lavorare su via Campanella. Ampie e profonde buche, nonché cedimenti del margine stradale a strapiombo sul mare provocati dalle abbondanti piogge autunnali impediscono anche il trasporto dei materiali; tanto più che su quella strada vige un'ordinanza sindacale secondo la quale si può percorrere il tratto pedonale solo in fila indiana. Per ovviare all'inconveniente l'assessore comunale ai Lavori pubblici Diego Piroddi sta verificando l'ipotesi di una variante al progetto dell'architetto Maurizio Schiazzano per poter riaprire il cantiere e completare i lavori. Accanto a questo intervento sono in attesa di partire anche altri progetti già approvati: oltre a nuovi saggi archeologici su via Campanella, già affidati all'impresa Giardini e paesaggi di Napoli, dovranno andare in appalto i lavori finanziati con 312mila euro della Comunità montana Monti Lattari-Penisola sorrentina che, come spiega l'assessore Piroddi, «serviranno per completare la ristrutturazione del manto stradale nel tratto compreso tra Namonte e Fossa Papa agevolando così l'accesso ai fondi agricoli che fiancheggiano l'antica via Minervia».