CAGLIARI. E' una tregua apparente quella scoppiata tra Regione, Comune di Cagliari e Nuova Iniziative Coimpresa sul piano di Tuvixeddu. L'udienza di mercoledì al Tar si è risolta con un nulla di fatto poiché a poche ore dalla camera di consiglio la Giunta regionale ha fatto marcia indietro: ritirerà i decreti (firmati ad agosto e ottobre) con i quali ha bloccato i lavori attorno alla necropoli punica e che non sono piaciuti affatto al sindaco Emilio Floris. Caduta - per il momento - la materia del contendere, i giudici non hanno avuto bisogno di esprimersi sul ricorso d'urgenza presentato dai legali del Municipio (Marcello Vignolo, Ovidio Marras e Massimo Melis) e dalla società che fa capo a Gualtiero Cualbu, rappresentata da Pietro Corda e Antonello Rossi. Dunque, si ritorna all'accordo di programma del 2000 che ha autorizzato nell'area archeologica 450 tra nuove ville, edifici e costruzioni, per un totale di 260 mila metri cubi di cemento. Ma non si escludono strascichi giudiziari. L'avvocatura della Regione ha sì depositato il provvedimento di revoca (sarà adottato dall'assessore ai Beni culturali Elisabetta Pilia), ma ha ribadito che qualsiasi altra concessione edilizia dovrà essere rilasciata dal Comune «d'intesa» con viale Trento e con la Provincia, come prevede il piano paesaggistico regionale che dà il via libera solo agli interventi già autorizzati. E per eventuali nuove concessioni? Spiega Vignolo che «il problema è proprio lì. Se ci fosse bisogno di una concessione edilizia per una guardiola, ad esempio, torneremmo al punto di partenza: il benestare della Regione. In tal caso, valuteremo sul da farsi». Lo scontro su Tuvixeddu potrebbe solo essere stato rimandato.
Su Tuvixeddu solo una tregua armata
La tregua apparente tra Regione, Comune di Cagliari e Nuova Iniziative Coimpresa sul piano di Tuvixeddu è stata rovesciata dalla Giunta regionale, che ha ritirato i decreti che bloccavano i lavori attorno alla necropoli punica. I giudici non hanno espresso un parere sul ricorso d'urgenza presentato dai legali del Municipio e dalla società che fa capo a Gualtiero Cualbu. La materia del contendere è caduta, ma non si escludono strascichi giudiziari. La Regione ha depositato il provvedimento di revoca, ma ha ribadito che qualsiasi altra concessione edilizia dovrà essere rilasciata dal Comune d'intesa con viale Trento e con la Provincia.
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