Gentile Direttore, in merito all'articolo dell'11 dicembre del Corriere Economia intitolato «Enit, la svolta di Paolucci», che definisce «una patata bollente» il portale italiano del turismo, riepilogo alcuni punti per meglio comprenderne motivazioni, obiettivi e percorso. L'Italia è tuttora fra i pochi Paesi a non avere un portale nazionale del turismo, una risorsa di competitività di molti nostri diretti concorrenti, dalla Francia alla Spagna. Il turismo non può più prescindere da queste tecnologie: oltre metà dei navigatori Internet europei consulta abitualmente siti turistici nella preparazione di un proprio viaggio. Conseguentemente nella scorsa legislatura ho promosso, come ministro per l'Innovazione, un' infrastruttura digitale per il sistema turistico italiano cui collegare tutte le iniziative regionali in un unico sistema integrato, per usare in modo coerente il «marchio Italia» sulla Rete. Il governo Berlusconi ha stanziato 45 milioni di euro per l'iniziativa, di cui venticinque assegnati alle Regioni su mia specifica indicazione, tesa a valorizzare il loro ruolo imprescindibile. I rimanenti 20 milioni sono stati destinati non solo allo sviluppo tecnologico del portale, dal costo di circa 7 milioni, ma soprattutto alla sua gestione tecnica e editoriale per gli anni successivi alla sua attivazione. Se il portale non è ancora operativo, questo è essenzialmente dovuto alla scarsa collaborazione di molte Regioni che esprimevano un orientamento politico diverso da quello del precedente governo. Questo la dice lunga, purtroppo, sulla nostra capacità di «fare squadra», come è necessario per promuovere il sistema turistico nazionale. Il portale può essere oggi subito attivato. Devo constatare, invece, che con il governo Prodi vi è stato un blocco delle attività e per il suo avvio si parla di mesi senza però una comprensibile spiegazione. LUCIO STANCA Senatore di Forza Italia