E' stata una vittoria a metà, quella che ha presieduto la settimana scorsa all'inaugurazione della nuova Galleria Nazionale d'Arte Antica a Palazzo Barberini, a Roma, sede di una delle più splendide collezioni d'arte d'Italia e d'Europa. Nota è l'annosa vertenza con il ministero della Difesa che fin dal 1934 (quando il palazzo era ancora dei principi Barberini) aveva qui il suo prestigioso Circolo Ufficiali. Nel 1949 lo Stato acquisì il palazzo e nel 1965 rescisse il contratto d'affitto con il circolo. Non riuscì però a sloggiarlo e la vertenza si trascinò per oltre quarant'anni con trattative fra i vari ministeri. Ora il Circolo Ufficiali ha liberato il primo piano del palazzo, andando ad occupare la bella palazzina Anni Trenta che sorge nel giardino. È tornato così disponibile per la pinacoteca il primo piano del palazzo, di cui sono state restaurate otto sale. Il Circolo Ufficiali ha però ottenuto di tenere a propria disposizione 700 metri quadrati del piano nobile per manifestazioni «d'alta rappresentanza», suscitando qualche malumore. A parte questo, nel 2009 dovrebbe essere completato il restauro del palazzo seicentesco, progettato da Gianlorenzo Bernini e affrescato da Pietro da Cortona. Il nuovo percorso espositivo si apre con il celebre ritratto femminile di Raffaello, noto come La Fomarina. Nelle altre sale spiccano i capolavori di Lorenzo Lotto, Tintoretto, Palma il Giovane.