Quel che c'è c'è, quel che non c'è non arriverà. Vittorio Sgarbi manda in soffitta il cosiddetto Museo della reggia di Palazzo Reale, sposta il direttore Schiffini al Museo dell'Ottocento di via Palestro e nomina (documento firmato ieri) Roberto Peregalli architetto del Palazzo. «Non era un museo. A parte gli arazzi e il centro-tavola del Melzi che già ci sono, potevano arrivare solo divani sbrindellati, una cosa da Bulgaria vecchio stile. Non si poteva pensare in futuro di far pagare un biglietto per del materiale raccogliticcio». Pertanto? «Pertanto tutto resta come normale arredo di Palazzo Reale, ma anche all'interno di queste sale si potrà esporre materiale in mostra o svolgere attività di rappresentanza». I restauri sperimentali non gli sono piaciuti: «Quelli della Sala del Centrotavola e degli Ambasciatori sono assurdi, sono delle scenografie in stile grandi alberghi arabi». Peregalli dovrà occuparsi, con l'apposita commissione, anche di dare indicazioni sul futuro della Sala delle Cariatidi. Sgarbi vorrebbe che si riproponessero, in qualche modo, i fasti dell'Appiani andati distrutti, ma di cui si conservano disegni e lastre.