Non era mai accaduto. Oggi ad Aidone, la vecchia Morgantina, la popolazione scende in piazza per reclamare la restituzione della statua di Venere (o Afrodite), attualmente «prigioniera» del Paul Getty museum di Malibu. Il paesino ennese si sente defraudato della sua storia millenaria da quando negli anni 80 i tombaroli disseppellirono la grande statua alta più i due metri che poi venne venduta al museo californiano per 20 milioni di dollari. Il governo italiano è riuscito a far rientrare alcuni pezzi pregiati dagli altri musei, ma il Paul Getty ha sempre opposto un rifiuto perché quella statua è una delle sue maggiori attrattive. Il vicepresidente del Consiglio Rutelli ha messo in atto una tattica intelligente «premiando» con importanti prestiti di materiale archeologico gli altri musei statunitensi e bloccando ogni iniziativa con il Getty, il quale adesso comincia ad avere qualche ripensamento. Ma forse a farlo decidere di restituire la statua potrebbe essere questa protesta popolare di un intero paese attaccato alle proprie memorie. La storia la sapete. Quando Morgantina si alleò con Siracusa venne occupata e distrutta dai soldati romani nel 211 a.C: la gente seppellì i suoi tesori sotto umili case per sottrarli agli invasori e questo fece la fortuna dei tombaroli che hanno scovato anche il tesoro di 15 pezzi d'argento (Metropolitan museum di New York) e gli acroliti delle dee Demetra e Persefone (museo della Virginia). Questi pezzi unici al mondo sono finiti tutti oltre Atlantico: qualcosa sta tornando, ma è soprattutto la Venere che gli aidonesi vogliono indietro, perché non solo rappresenta il loro glorioso passato, ma è anche speranza di un futuro turistico.