Carloforte, strutture turistiche sui ruderi della vecchia tonnara. Piero Mannironi. CARLOFORTE. Sui lavori di "ristrutturazione e ricostruzione" della vecchia tonnara di Cala Vinagra gli ecologisti vogliono vederci chiaro. Il Gruppo di Intervento Giuridico e gli Amici della Terra chiedono infatti chiarimenti al ministero dell'Ambiente, alla Regione, alla Soprintendenza e al comune di Carloforte. Ma non basta: il gruppo ambientalista ha infatti inviato una copia dell'esposto anche alla procura della Repubblica di Cagliari, nel caso dovessero emergere violazioni di legge nel processo di accertamento. Il "caso" è nato dalla richiesta, presentata al Comune dalla società Calavinagra srl di Cagliari, di realizzare interventi di recupero nella vecchia tonnara di Cala Vinagra. Si tratta di uno stretto fiordo nella costa settentrionale di San Pietro, che si incunea tra scogli candidi per alcune centinaia di metri. Secondo gli ecologisti, l'intervento è finalizzato alla creazione di una struttura turistico-residenziale. In estrema sintesi, il nodo del problema è questo: si vogliono utilizzare i ruderi di opifici andati in rovina, come cubatura valida per giustificare un albergo o un residence. Il Gruppo d'Intervento Giuridico contesta con molta decisione questa possibilità, ponendo una serie di obiezioni che mettono in dubbio la legittimità dell'intervento. La premessa di tutto è il fatto che l'intera Isola di San Pietro è tutelata con vincolo paesaggistico e rientra il alcuni siti di interesse comunitario (direttiva 9243 Cee). Di più: è destinata a diventare un'area marina protetta. Ne consegue, ovviamente, che ogni intervento deve essere sottoposto preliminarmente a una procedura di valutazione o di incidenza ambientale. Ma questa è solo la cornice generale. Secondo gli ambientalisti, infatti, Cala Vinagra è anche compresa nella zona H di salvaguardia ambientale del piano urbanistico comunale. "E nel Puc - dice il portavoce del gruppo ambientalista, Stefano Deliperi - non appaiono possibili destinazioni d'uso residenziali o turistiche". Come se non bastasse, poi, la bellissima insenatura è inserita nel Piano paesaggistico regionale nell'"ambito di paesaggio costiero "numero 6" Carbonia e Isole Suscitane". Rientrerebbe quindi pienamente nell'articolo 14 delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico. Il Gruppo di Intervento Giuridico continua dicendo: «L'emanazione di autorizzazioni o concessioni edilizie in assenza del preventivo e vincolante nullaosta paesaggistico e dell'approvazione della valutazione di incidenza ambientale vizia irrimedibilmente tutti i titoli abilitativi". Chiosano poi gli ecologisti: "In ogni caso, il rilascio del nullaosta paesaggistico, secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, deve essere preceduto da una "congrua istruttoria" e deve essere adeguatamente motivato". Come dire: il progetto di Cala Vinagra non è compatibile con una serie di norme, ma nel caso si dovesse arrivare al rilascio di un'autorizzazione amministrativa, sia ben chiaro che il provvedimento deve avere a monte tutte le carte in regola sia in termini di procedura e sia di sostanza. Gli ambientalisti ricordano poi che, fin dai primi anni '90, Cala Vinagra è stata teatro di interventi a dir poco discutibili. Il 21 agosto del 1992, per esempio, la capitaneria di porto di Cagliari aveva ingiunto la demolizione e il ripristino ambientale per alcune strutture realizzate abusivamente. Ci fu poi un atteggiamento un po' schizofrenico con altri interventi, sanzionati prima dalla Regione e poi invece autorizzati in sanatoria. Dice infine Stefano Deliperi: "In questi anni le associazioni ecologiste Gruppo di Intervento Giuridico e gli Amici della Terra hanno più volte chiesto accertamenti e interventi contro l'abusivismo edilizio a Carloforte, ma solo in pochi casi c'è stato concretamente l'intervento di ripristino dei luoghi. Per esempio, in seguito all'ordinanza 33 del 1999 è stato eseguito il ripristino di Cala Fico. In molti casi, invece, nonostante numerose e documentate richieste di intervento, ci sono molte ordinanze di demolizione e di ripristino ambientale non eseguite. Per esempio, nelle località Il Pulpito, Canalfondo, Valacca e Vivagna". "Sono poi in corso - continua Deliperi - procedimenti di accertamento di conformità di opere abusive e sulla legittimità del procedimento di autorizzazione seguito. Per far capire meglio il clima che si respira a San Pietro, mi sembra importante ricordare che più volte il ministero dell'Ambiente e l'assessorato regionale della Difesa dell'Ambiente hanno richiamato il comune di Carloforte, ricordando la necessità di sottoporre preventivamente a valutazione di incidenza ambientale qualsiasi progetto che comporta la modifica di aree rientranti in siti di importanza comunitaria. Finora inutilmente, visto che questa normativa a San Pietro non viene proprio osservata".
Gli ecologisti: "Giù le mani da Cala Vinagra"
Il Gruppo di Intervento Giuridico e gli Amici della Terra hanno inviato un'esposto al ministero dell'Ambiente, alla Regione, alla Soprintendenza e al comune di Carloforte, contestando la possibilità di realizzare interventi di recupero nella vecchia tonnara di Cala Vinagra. Secondo gli ambientalisti, l'intervento è finalizzato alla creazione di una struttura turistico-residenziale, ma il progetto non è compatibile con le norme paesaggistiche e ambientali. La tonnara è tutelata con vincolo paesaggistico e rientra in alcuni siti di interesse comunitario. Inoltre, è destinata a diventare un'area marina protetta.
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