Arte, architettura, storia, ma anche rilancio turistico. Da oggi Palazzo Madama - dopo 19 anni - riapre al pubblico in tutto il suo splendore ed è già chiaro che costituirà un altro elemento di attrazione per chi sceglie di visitare la nostra città. Non a caso il sindaco, Sergio Chiamparino, poco prima di tagliare il nastro, ieri pomeriggio in piazza Castello, commenta che «la riapertura di Palazzo Madama è la degna conclusione di un 2006 meraviglioso, un anno raro ma non irripetibile. Anzi da ripetere, a cominciare dal 2011 quando dovremo fare bene come per le Olimpiadi». E il presidente del Toroc, Valentino Castellani (sindaco nel '96 quando decise di dare una scossa per la ripresa dei restauri) arriva addirittura a parafrasare Jovanotti: «Palazzo Madama può essere paragonata all'ombelico di Torino: tutta la città gli ruota intorno, uno spettacolo di storia e di cultura». Fin dalla piazza in effetti tutto è davvero suggestivo. Sono da poco passate le 18,30: il pubblico - su inviti - si accinge a varcare la soglia, e le luci e i colori della piazza sono un incanto. Uno spettacolo a cui si potrà assistere dall'elegante caffetteria del Museo. «Una veranda barocca - la promuove la presidente della Regione, Mercedes Bresso - che si aggiunge a tutti gli altri caffè storici e che si affaccia sulla bellissima piazza Castello. La piazza è così magica che bisognerebbe togliere le auto davanti alla Prefettura e costruire un parking sotterraneo». L'unico momento triste, la scomparsa di Giorgio Balmas: per lui un minuto di silenzio durante la cerimonia d'inaugurazione al Teatro Regio, prima della visita a Palazzo Madama. Lo ricorda con affetto, oltre al sindaco, l'assessore alla Cultura, Fiorenzo Alfieri che si sforza però di tornare al tema del pomeriggio. «La nostra città è una capitale dell'arte - dichiara Alfieri-. La riapertura del museo, per cui dobbiamo ringraziare anche Castellani e l'ex assessore alla Cultura Perone, dà inizio a una stagione in cui i musei e i beni culturali di Torino saranno protagonisti di restauri e aperture». Palazzo Madama nel 2006 ha già avuto un suo momento di gloria: è stato la sede del Comitato olimpico durante i Giochi invernali (Cherie Blair, la moglie del premier inglese, ne fu talmente conquistata da dire che se mai Londra dovesse ospitare le Olimpiadi dovrebbe accogliere il Cio a Buckingham Palace). Nelle settimane di apertura al pubblico che hanno preceduto l'evento lo storico edificio era stato visitato da 175 mila torinesi. Dopo le Olimpiadi, i battenti sono stati di nuovo chiusi e il cantiere riaperto per completare l'allestimento del museo. «Abbiamo aiutato a restituire alla fruizione pubblica un bene alla cui edificazione ha contribuito l'intera popolazione del Piemonte», sottolinea Andrea Comba, presidente della Fondazione Crt, che da sola ha investito 12 milioni di euro dei 32 spesi per l'intera operazione, ricoprendo così un ruolo determinante per la riuscita del progetto. «La storia dei musei è fatta anche dalle donazioni» ricorda Giovanna Cattaneo Incisa, presidente della Fondazione Torino Musei. L'architetto Carlo Viano, che ha curato il progetto negli ultimi nove anni di cantiere, ha riferito che «si è trattato di una corsa contro il tempo». Per quanto riguarda l'allestimento, il direttore del museo Enrica Pagella, osserva: «Abbiamo assecondato le regole dettate dal palazzo, ma non abbiamo rinunciato a inserire il nuovo». Per Evelina Christillin, vicepresidente vicario Toroc, la riapertura di Palazzo Madama è «l'occasione per attestare l'importanza dell'arte antica, oltre all'altrettanto importante arte contemporanea». Opinione condivisa anche dalla signora dell'arte contemporanea subalpina, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell'omonima Fondazione: «Il distretto artistico si arricchisce di un nuovo gioiello». Anche il presidente della Provincia, Antonio Saitta e la presidente delle Paralimpiadi Tiziana Nasi, ribadiscono la dimensione culturale della città. Mentre il presidente di Mediobanca, Gabriele Galateri di Genola, si affida ad un ricordo personale: «Per me l'evento è particolarmente emozionante perché mio nonno donò 33 opere a Palazzo Madama». Giudizi positivi anche tra il pubblico, nonostante qualcuno sia perplesso sul rilancio della Torino turistica. «Non viene promossa, nel resto d'Italia e all'estero, nel modo adeguato» dice Simone Piotto. «È ancora troppo provinciale», stigmatizza Laura Einaudi. «Spesso i giovani non vengono coinvolti nelle manifestazioni culturali» aggiunge Luisa Longo. Ottimista è invece Sergio Pigra: «La città sta voltando pagina e con un museo bello come questo diventare ancora più interessante».