Torna a vivere il museo Barracco, uscendo dal tunnel di un restauro e di una indispensabile messa a norma dei suoi impianti, poco costoso ma molto complesso, che durava da oltre cinque anni. «Una strenna natalizia che insieme alla riapertura definitiva del Casino nobile di villa Torlonia il Campidoglio regala al pubblico sempre più numeroso e motivato dell'arte e dell'archeologia», spiega l'assessore Gianni Borgna al taglio del nastro. Ma soprattutto un'attrazione in più che la città regala ai propri visitatori. Una chicca fino ad oggi ingiustamente snobbata: troppa la concorrenza di altri musei, troppo pochi i giorni da spendere a Roma con tanti tesori a disposizione. Ma di eccezionale suggestione soprattutto per il turismo di nicchia, alla ricerca di emozioni meno note e scontate. Per il fascino della sede di corso Vittorio, alle spalle di Campo dei fiori che l'ospita: la Farnesina dei Baullari, un palazzetto cinquecentesco a tre piani, disegnato dall'architetto Sangallo, che conserva ancora nella volta d'ingresso preziosi affreschi d'epoca, e nasconde nelle sue cantine una domus antica ben conservata. E per lo straordinario valore dei suoi cimeli: trecentottanta capolavori di scultura antica, scelti con grande cura da un collezionista illuminato, il barone Giovanni Barracco, e poi donati allo Stato. Tutti o quasi pezzi unici. Solo ai musei Vaticani si può ammirare una raccolta più ricca di bassorilievi assiri. Il settore egizio possiede almeno due gioielli che fanno sbavare d'invidia istituzioni ben più forti: una sfinge che ornava il tempio della mitica regina Hashepsut, di cui c'è solo un altro esemplare in America; e una lastra di un Nofer, dignitario del terzo millennio a.C, la più antica scultura dell'epoca dei Faraoni esistente in Italia. E il campionario di marmi greco romani è di assoluta eccellenza: copie di raffinata fattura e una dozzina di originali della Grecia, della Magna Grecia, di botteghe ellenistiche e cipriote che lasciano senza fiato. In più il museo Barracco offre a chi lo visita un'esperienza impagabile. Quella di far rivivere atmosfere, emozioni, privilegi, desideri che solo i viaggiatori più illustri del Grand Tour hanno potuto appagare. Il segreto sta proprio nelle dimensioni di questa storica dimora, che consente di avvicinarsi come in nessun altro posto alle opere d'arte, contemplarle senza ressa, seguire con calma il percorso, che si sgrana su i tre livelli dell'edifico, senza provare il senso di saturazione che aggredisce i turisti nel labirinto di sale dei Capitolini o dei musei vaticani. Insomma un'occasione da non perdere. L'orario, grazie ai servizi di Zetema, è comodo: tutti i giorni, tranne il lunedì dalle 9 alle 19. Il biglietto invitante. solo 3 euro.