Una recinzione in mattoni di circa 70 metri a un passo da Porta San Sebastiano -------------------------------------------------------------------------------- Un muro, anzi due lunghe muraglie: lunghi uno una settantina di metri, quello lungo via Porta Ardeatina, a un passo dalla porta San Sebastiano, e laltro almeno un centinaio lungo via Marco Polo, e si sta in entrambi i cantieri in pieno parco dellAppia antica. "Tutto regolare" sembrano dire i cartelli ben esposti allesterno, che citano autorizzazioni di sovrintendenza, ente parco, regione etc.... "Uno scempio edilizio" attacca invece Legambiente che, in una articolata denuncia, spiega perché questi due muraglioni, ma in particolare quello verso porta San Sebastiano, altro non sono che lennesimo esempio di come si possa deturpare un patrimonio ambientale e archeologico, per di più davanti alla magnificenza delle Mura Aureliane. In entrambi i cantieri appare anche il nome del committente dei lavori, la finanziaria Tosinvest, nota società che opera nel settore della sanità. I muri sono in corso di realizzazione intorno a una delle proprietà della famiglia Angelucci, la villa sullAppia antica i cui terreni si estendono tra via Marco Polo e via di Porta Ardeatina dentro il parco dellAppia. Parco, va ricordato, gestito e controllato da un ente su cui da tempo si attende la nomina del nuovo presidente che da mesi era stata promessa al severo ex soprintendente Adriano La Regina. Spiega Mauro Veronesi, responsabile territorio di Legambiente: «Alcuni giorni fa agli uffici dellOsservatorio Regionale Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, è giunta una segnalazione di protesta per un cantiere che costruiva un invadente muro di cinta in via di Porta Ardeatina, con cartello che cita autorizzazioni, quasi di fronte a Porta S. Sebastiano, nel cuore del Parco. E però, continua Legambiente, nel cartello che autorizza il cantiere in corso si parla del "ripristino" di un muro pre-esistente: ebbene, in quel tratto un muro non è mai esistito, e quindi si tratta di un nuovo intervento. Inoltre, le norme di salvaguardia del Piano del parco dicono che è possibile installare e manutenere recinzioni in palo di castagno: ma, appunto, recinzioni, non muri. E ancora: nel cartello si legge, tra laltro, che il cantiere è stato autorizzato dalla Sovrintendenza Archeologica. Alla nostra associazione - continua Veronesi - alcuni anni fa fu vietato dalla stessa Sovrintendenza linstallazione di un gazebo mobile informativo, davanti a Cecilia Metella, nellambito della campagna "SalvalArte" perché la presenza avrebbe "offeso" il parco. E quel "neo-muro", invece, lo nobilita?» Legambiente ha già inviato una nota a tutti gli Enti citati nellautorizzazione e, in base alla risposta, "valuterà ulteriori iniziative".