VENEZIA «Né scure, né tagli alla cultura», assicura Giancarlo Galan. Di fronte alla prospettiva emersa tra le pieghe del bilancio di previsione 2007 di una riduzione dei contributi a enti quali l'Arena di Verona e la Fenice di Venezia fino al 75 per cento rispetto allo scorso anno, il presidente della Regione mira a smussare i toni della montante polemica e assicura che in consiglio regionale «sapremo trovare le risorse necessarie». Un impegno subito raccolto dai sovrintendenti delle due fondazioni, Claudio Orazi e Giampaolo Vianello, che ieri, in una nota congiunta, hanno ringraziato il governatore del Veneto «per il partecipato interessamento che ha voluto manifestare in merito all'appello da noi rivolto alla Regione sul tema dei tagli al finanziamento delle due Fondazioni». CORREZIONE IN CORSA Si prepara quindi una correzione in aula al documento redatto dall'assessore alle Finanze Isi Coppola, che mette nero su bianco pesanti tagli al settore Cultura (di cui Galan oltretutto mantiene la delega) , pronti a colpire musei, biblioteche, teatri, ma soprattutto le due fondazioni liriche veronese e veneziana. E se è pur vero che «sacrifici devono essere fatti», Galan assicura che «così come non abbiamo aumentato le tasse nemmeno quest'anno, anche nel 2007 la Regione Veneto saprà sostenere le grandi istituzioni culturali». Il presidente risparmia comunque critiche al suo assessore che, dice, «ha il solo compito di mantenere i livelli di qualità e di efficienza raggiunti in molti campi nella nostra regione. A partire dalla sanità, e questo nonostante la scure pesantissima che è stata calata sul nostro bilancio a seguito della Finanziaria governativa». di decurtazioni si deve parlare, meglio cominciare da quelle del governo centrale. Un punto su cui pare ritrovarsi pure il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ma su cui non concorda invece quello di Verona, Zanotto, entrambe di centrosinistra. «Non è tanto un problema di tagli della Regione, per cui ho ricevuto assicurazioni che verranno rivisti in aula spiega Cacciari -. Il vero nodo è il taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo da parte dello Stato, tanto più sorprendente dopo quello che aveva detto il vicepremier Francesco Ruttili durante la campagna elettorale. Una Finanziaria dalle sorprese infinite». Non la pensa così il sindaco di Verona Paolo Zanotto, che non vuole nemmeno credere che la Finanziaria venga approvata così com'è stata proposta. Ma preferisce richiamarsi al «senso di responsabilità del presidente Galan, perché se questi tagli non venissero cancellati, sarebbe un vero dramma per l'Arena, oltre che un grande errore politico e la manifestazione di un disinteresse della Regione ad investire con convinzione in questo tipo di attività». LA SOLUZIONE I conti si faranno alla fine. In ogni caso, Galan coglie l'occasione per rilanciare il progetto di collaborazione tra Arena e Fenice e plaude alla nomina del maestro Giorgio Battistelli, direttore del settore Musica della Biennale, a direttore artistico dell'Arena di Verona. «Ecco la via giusta dice il governatore la collaborazione tra enti e istituzioni culturali, soprattutto nel campo dello spettacolo e soprattutto quando si può disporre di qualificate capacità professionali». Un assist che i due sovrintendenti, incassata l'assicurazione che i tagli non si faranno, colgono al volo. «L'impegno a recuperare le risorse economiche indispensabili per la vita delle nostre istituzioni dicono Orazi e Vianello ci stimola ancora di più nell'attuazione di quelle politiche, peraltro felicemente avviate, di coordinamento, cooperazione e collaborazione integrate tra Fenice, Arena, Regione e l'intero sistema dei Teatri di produzione musicale veneti». Uno scenario idilliaco che i due sovrintendenti attenuano, esprimendo il rammarico che «ancora oggi il Consiglio regionale non abbia provveduto alle nomine dei suoi rappresentanti».