LA LETTERA Caro Direttore, nella sua lettera di ieri Walter Veltroni esprime soddisfazione per l'inaugurazione del nuovo Palazzo Barberini, cioè di Palazzo Barberini a cui vengono restituiti gli spazi occupati fin dal 1934 dal Circolo Ufficiali. La soddisfazione è ben legittima, perché Veltroni è il sindaco di Roma, cioè della città che vede ancora accresciuta la sua già straordinaria ricchezza museale, e perché Veltroni nel 1997 come ministro dei Beni Culturali sottoscrisse un accordo con Beniamino Andreatta, allora ministro della Difesa, per ottenere che il Circolo Ufficiali restituisse gli spazi. Veltroni rivendica il proprio ruolo, e fa bene. Vorrei però ricordare che ali1 accordo Veltroni-Andreatta non fu data esecuzione né dai governi di centrosinistra fino al 2001 né dal governo di centrodestra fino al 2005. E' nel dicembre 2005 che viene sottoscritto l'accordo Buttiglione-Martino sul quale nulla innova il successivo accordo Riitplli-Parisi Noi prevedevamo di aprire il museo a ottobre 2006, adesso siamo a dicembre ma il ritardo non è grave. Dell'accordo del 2005 parlò ampiamente la stampa. Vi furono anche alcune critiche per la concessione dell'uso di 700 metri quadrati esclusivamente al Ministro della Difesa per funzioni di rappresentanza. La concessione è rimasta, le critiche invece in questa occasione non lo ho sentite. Cordiali Saluti
Buttiglione: l'accordo per Palazzo Barberini è quello siglato da me con Martino
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, esprime soddisfazione per l'inaugurazione del nuovo Palazzo Barberini, che restituisce gli spazi occupati dal Circolo Ufficiali dal 1934. Veltroni rivendica il proprio ruolo nella sottoscrizione dell'accordo con il ministro della Difesa Beniamino Andreatta nel 1997. Tuttavia, ricorda che l'accordo non fu eseguito fino al 2005, durante il governo di centrodestra. L'accordo del 2005 prevede la concessione di 700 metri quadrati al ministro della Difesa per funzioni di rappresentanza, che è rimasta invariata. La lettera è firmata da un anonimo lettore che critica la mancanza di critiche alla concessione.
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