Le polemiche sul restauro del David eli Michelangelo hanno trovato oggi ampia eco in America con ben due articoli sul New York Times: un servizio in prima pagina (con la foto della statua) e un intervento dell'esperto Ross King (con un disegno del David immerso in una vasca da bagno). L'articolo da Firenze riassume i termini del dibattito: «Bisogna restaurare il colosso di marmo riportandolo alla sua perfezione originale o limitarsi a togliere la sporcizia? O dovrebbe: la statua imparare a convivere con i guasti della sua età venerabile?». Il quotidiano ricorda che la «battaglia accesa» divampata ha spinto la «esperta restauratrice» Agnese Parronchi a rinunciare ali 'incarico «ritenendo che il metodo ufficialmente approvato fosse troppo brusco e potesse danneggiare» la statua. «Quando la Parronchi era stata scelta a settembre sembrava la persona perfetta per l'incarico avendo già ricevuto ampi elogi per il suo lavoro su un'altra opera di Michelangelo, le tombe dei Medici - osserva il New York Times - La restauratrice era favorevole ad un metodo "a secco" usando pennelli soffici, gomme e panni». Ma il direttore della Galleria dell'Accademia Franca Falletti aveva optato, sulla base del rapporto di una commissione di esperti, per un metodo basato su «impatti estrattivi di acqua distillata», nota il giornale. La Parronchi, sostenendo che il metodo era sbagliato per il David, aveva rinunciato ad aprile al prestigioso incarico. Nella polemica si era inserito lo storico d'arte James Beck promotore di una petizione di esperti internazionali: «Non c'è alcuna ragione per "pulire" il David - sostiene Beck, non nuovo a crociate del genere - ma se proprio deve essere fatto che si usi il metodo più delicato possibile». Il New York Times ricorda che il David di Michelangelo non ha avuto mai vita facile nei suoi quasi 500 anni di storia (l'anno prossimo compirà i cinque secoli): attacchi fisici alla statua, in tempi antichi e moderni, una lunga esposizione agli agenti esterni, un paio di orribili tentativi di restauro nell'800 che hanno causato più danni che benefici. Il giornale ospita anche, nella pagina delle opinioni, un intervento dall'Inghilterra dell'esperto Ross King (intitolato «Lo sporco sul David») che spezza una lancia a favore dei metodi «sorprendentemente low-tech» di Agnese Parronchi. (...) «In un'era dove sono le soluzioni più spettacolari ai problemi della conservazione a conquistare i tìtoli dei giornali, il metodo all'antica della Parronchi potrebbe sembrare un ritomo ai giorni quando vino greco e pane raffermo erano gli strumenti preferiti per ripulire gli affreschi - scrive King - Ma la realtà è che i suoi pennelli di tasso -sono il metodo più efficace e più sicuro per questo lavoro. E i suoi risultati precedenti confermano l'affidabilità dei suoi metodi». L'esperto sottolinea che «il David supererà in ogni caso anche questo putiferio. Qualsiasi statua sopravvissuta ai bagni di acido di Costoli e ai colpi di martello di Cannata può uscire superstite quasi da tutto. Ma è inquietante vedere un capolavoro amato diventare vittima dei giochi politici del mondo dell'arte».