LA CAPITALE DELLARCHEOLOGIA Le ville erano le dimore di personaggi illustri: senatori o magistrati Nei muri di una delle due case sono state trovate due statue del II secolo Per svuotare i cunicoli da vecchi documenti ci sono voluti 137 tir -------------------------------------------------------------------------------- I sotterranei di Roma, si sa, sono sempre una sorpresa. Ma quello di palazzo Valentini, attualmente sede della Provincia, di sorprese ne presenta molte, tutte diverse tra di loro. Superato il cortile, scendendo per una scala rinascimentale, si sbuca in un corridoio che porta agli scavi archeologici avviati dal 2005. Ma a metà del corridoio si apre una pesantissima porta blindata di quasi dieci centimetri di spessore, che risale, pare, ai tempi della guerra. Un rifugio? E perché chiuso da una porta antigas? Ma le sorprese non finiscono qui. Superati vari corridoi ancora ingombri di faldoni accatastati si finisce in un cunicolo che scende, risale, piega a sinistra e infine sbocca in un salone seminterrato, abbandonato da anni: e questo sbuca con una grata direttamente alla base della colonna di Traiano. «Questo itinerario», spiega larcheologa Paola Baldassari, che collabora alla direzione scientifica degli scavi, «verrà a far parte di un circuito che la Provincia vuole rendere agibile in breve tempo per i visitatori, che potranno entrare dallingresso di palazzo Valentini per visitare le case patrizie scoperte nel sottosuolo e poi uscire direttamente al Foro Traiano, davanti alla colonna. Per permetterlo il Comune sta studiando di introdurre un tratto di Ztl tra lo scavo del Foro e il palazzo, ricreando lantica esedra Valadier intorno alla Colonna». Perché tuttoparte dalle splendide ville scoperte nelle cantine di unala del palazzo che saranno aperte al pubblico a Natale. Gli scavi hanno preso il via da un enorme muro romano visibile nellinnesto della costruzione cinquecentesca. Gli archeologi davano la caccia al maestoso tempio di Traiano che secondo le fonti storiche chiudeva questo lato del Foro. «Ma del tempio per ora non abbiamo trovato traccia», racconta Paola Baldassarri, «abbiamo invece trovato due case patrizie, con le pareti ornate di lastre di marmo e pavimenti coperti di mosaici. Segno che erano case lussuose, costruite proprio a ridosso del Foro. Probabilmente ville di senatori». Delle due ville, una di età costantiniana, tra il III e il IV secolo, laltra più antica, del II secolo, sono visibili una stanza in cui era inserita una cripta, le pareti ancora coperte di opus septile, un rivestimento di marmo policromo, i pavimenti, sempre di marmo, in cui ricorrono disegni di rombi e di quadrati, una grande scala di cui si sono salvate due rampe. Ma la scoperta più stupefacente è nel muro esterno della villa più antica, dove, incastrate nei muri, sono state trovate riverse due statue di togati, probabilmente del II secolo d.C., una monumentale, senza testa, laltra, più piccola, ancora infilata nel muro portante. «Dovremo fare una serie di lavori di puntello della parete superiore per estrarla», spiega Paola Baldassarri. Splendidi anche i mosaici del pavimento della casa più antica, aggiunti però in epoca successiva, ancora tra il III e il IV secolo. Tra le due ville è apparso ora anche un largo tratto di basolato: una strada oppure una piazza. Tutta questa parte degli scavi è già musealizzata, si passeggia sopra i resti delle ville coperte da lastre di vetro in un percorso emozionante. E presto larea sarà attrezzata con teche in cui verranno esposti i molti bellissimi reperti trovati, tra cui un fregio in marmo del I secolo, una testina, la mano di una statua monumentale. Saranno visitabili dalla prossima settimana i tesori scoperti nello scavo Gasbarra: il nostro regalo di Natale la Provincia -------------------------------------------------------------------------------- «Sarà il nostro regalo di Natale a romani e turisti». Così il presidente della Provincia Enrico Gasbarra parla dellapertura al pubblico, la settimana prima di Natale, delle due ville scoperte nei sotterranei di palazzo Valentini. «Quando siamo arrivati alla Provincia», racconta, «abbiamo trovato un palazzo grigio e in abbandono. Lo abbiamo rilanciato, messo in rapporto con la città, aperto alla solidarietà, alla moda, agli eventi, alle mostre. E siamo intervenuti sotto il cortile, dove abbiamo trovato un mare di depositi in abbandono, ci sono voluti 137 tir per svuotare tutto. Abbiamo dato il via ai sondaggi archeologici, con soldi nostri perché il governo Berlusconi non ci ha aiutato. E abbiamo trovato i primi reperti del II e II secolo, ville, di magistrati o senatori, che hanno permesso di disegnare una nuova topografia di questa area, di capire che accanto al Foro cera una zona abitativa per personalità di lignaggio. Ora il progetto è ricongiungere con il tunnel sotterraneo palazzo Valentini ai Fori. E a primavera diventerà concreto». (r. m.)