Napolitano e Rutelli inaugurano Palazzo Barberini Inaugurata ieri a Palazzo Barberini dal ministro Rutelli e dal presidente Napolitano -------------------------------------------------------------------------------- «Oggi è un giorno di festa» aveva detto in mattinata Francesco Rutelli. E ieri sera, per linaugurazione della galleria Nazionale darte antica, a palazzo Barberini, la festa cè stata davvero. Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto prender parte al battesimo di quello che secondo il ministro dei Beni culturali Rutelli nel 2009, a lavori finiti, «sarà uno dei più grandi e più bei musei del mondo». Museo che diventa realtà dopo un lunghissimo braccio di ferro col circolo Ufficiali, "invitato" per decenni, con carte e accordi saltati, a traslocare e che ora ha lasciato quasi del tutto i suoi spazi. Per adesso aprono al pubblico le prime otto sale del piano nobile dedicate alla pittura del Cinquecento, con un percorso che va dal Rinascimento al Manierismo. «È il lieto fine di una lunga storia», ha commentato Napolitano di fronte ad una piccola folla di invitati tra cui il ministro della Difesa Arturo Parisi e gli ex ministri dei Beni culturali Ronchey, Veltroni e Melandri. «Una storia - ha sottolineato - che ci dice come in Italia, anche quando si persegue uno scopo limpido e nellinteresse generale, si debbano superare ostacoli e inciampi, e si debba avere una straordinaria tenacia e costanza». ROMA - Dopo decenni di tentativi di sfratto, battaglie e polemiche Palazzo Barberini e la sua Galleria darte antica sono stati ieri inaugurati dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal ministro Francesco Rutelli (nella foto con il ministro Parisi). In platea politici, sovrintendenti, intellettuali ad applaudire la tenacia che ha permesso di restituire ai Beni culturali il museo dopo il trasloco del Circolo ufficiali delle Forze armate. Per Napolitano è un patrimonio da «rendere visibile e fruibile, motivo di vanto per il nostro Paese». Rutelli ha sottolineato come la galleria «non vivrà più in uno scomodo condominio».