Un convegno sul tema al Galluppi "Memorie del passato e qualità del nostro futuro La Calabria e i suoi beni tra letteratura, archeologia, realtà": il cammino di preparazione alla "Fiera del libro, della musica e della multimedialità" del liceo classico "Galluppi" passa per la settimana delle biblioteche, e ha toccato ieri attraverso l'incontro con il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici Francesco Prosperetti - uno dei punti più cruciali dello sviluppo culturale e sociale della regione, quello della conservazione, della riscoperta e dell'utilizzo dell'eredità classica. Gli studenti delle classi ginnasiali e liceali, si sono confrontati sul tema con la metodica che contrassegna le iniziative legate al progetto Gutenberg: un dibattito circolare che coinvolge relatori e uditorio, orientato ad analizzare ogni possibile sfaccettatura di una questione. E quella legata ai Beni culturali della Calabria è una partita che assume sempre più un valore etico e politico, chiamando i cittadini (e i giovani in prima persona) "a interpretare - come ha sottolineato il dirigente dell'istituto Armando Vitale la realtà della nostra Calabria "Grande e Amara" ". «Oggi forse siamo in grado di fare un punto della situazione ha osservato Cos'è la Calabria? Quali sono le ricchezze disseminate nel territorio e come reinventarle?». Perché si delinea sempre più è l'esigenza di nuovo modo di proporre all'attenzione della società un patrimonio archeologico e culturale che non è solo "Magna Graecia", come anche si avverte il bisogno di svecchiare il modo di affrontare nella scuola la classicità: «Il nostro - ha continuato è uno sforzo di "modernità intelligente", che dia un senso allo studio dell'antico». In questo senso il discorso sui Beni culturali e paesaggistici, ben si sposa con l'indirizzo della prossima edizione del "Gutenberg", orientato su "Memoria, identità e futuro". Una realtà fatta troppo spesso di "straordinarie occasioni perdute", di testimonianze magnogreche presenti nella quasi totalità dei territori costieri, e tanto diffuse quanto misconosciute: questa l'istantanea della Calabria archeologica presentata da Prosperetti. Una realtà tuttavia da analizzare soprattutto nei suoi lati positivi, perché «Il gusto del bello è la vera antimafia», come da tempo ripete monsignor Giancarlo Brigantini. Lati che possono emergere ancor più se si riesce a «riportare nella nostra dimensione quotidiana di fruitori della cultura, anche i luoghi della bellezza». Perché classicità e modernità si possono incrociare: non basta scavare, ma fare in modo di ricucire il vivere quotidiano con la "segregatezza" dei luoghi della cultura, ha osservato il relatore. Manifestazioni come Armonie d'arte e "Intersezioni" si sono mosse in questa direzione: quasi moderni "Pani di Africo", stavolta in positivo. «Il patrimonio conoscitivo di questa terra ha concluso Prosperetti - è tutto da scoprire: il futuro è renderlo accessibile a tutti, spiegarlo, valorizzarlo». Prendendo coscienza delle storture paesaggistiche causate da un'antropizzazione scriteriata, che mina proprio l'identità di una terra deturpandone la storia, quella raccontata dai luoghi e dai siti. Perchè "Memoria, identità e futuro", i termini di questa "trimurti", risultano impossibili da pensare senza che ognuno rimandi all'altro.