Esperti concordi sull'attribuzione della statua. Ora il restauro a Firenze FABRIANO - La capitale dell'arte lignea. Riferita a Fabriano, l'affermazione può suonare come un'esagerazione, addirittura come una boutade, almeno di primo acchito, ma una seria riflessione ci fa capire che così non è. E la costituzione della Sistal (Società italiana di storia delle arti del legno), avvenuta ieri sera in occasione di un convegno apposito promosso dalla Comunità montana e tenutosi presso l'Oratorio della Carità, lo dimostra ampiamente. Se a questo aggiungiamo che l'iniziativa di ieri è servita per concentrare nuovamente l'attenzione sul vasto patrimonio artistico della nostra città e del suo territorio, in primis sulla statua raffigurante San Pietro Martire, di recente attribuita a Donatello, è facile comprendere la rilevanza dell'intera operazione. Ed è stato inevitabile rimarcare proprio l'importanza di questa scoperta. All'inizio del prossimo mese, il San Pietro Martire verrà trasferito all'opificio "Pietre dure" di Firenze per il restauro, attraverso il quale si capirà se l'autore di questo capolavoro è davvero l'artista fiorentino, uno dei fondatori del Rinascimento. In questi casi, è giusto muoversi con cautela, ma di dubbi, a onor del vero, sembrano essercene pochi. "L'opera - ha spiegato lo storico dell'arte Fabio Marcelli (università di Perugia) - emerge per la sua potenza plastica e il volto ricorda le maschere facciali di Donatello, in modo particolare il monumento che ritrae il Gattamelata. Il restauro permetterà di studiare a fondo questa statua e stabilirne con esattezza la paternità, ma l'ipotesi forte che sia da attribuire a Donatello ha già trovato il conforto di importanti studiosi, fra i massimi esperti dell'arte fiorentina e dello stesso scultore". La statua di San Pietro Martire verrà riportata in città presumibilmente poco prima dell'estate, "dopodiché - afferma Marcelli - non è impensabile organizzare una mostra apposita, magari proprio in concomitanza con il rientro. Si tratterebbe di un'iniziativa artistico-culturale di grande rilievo, soprattutto in questa fase di avvio di un percorso finalizzato al recupero e alla tutela di numerose opere lignee di Fabriano e del suo vasto comprensorio". Del resto, l'obiettivo della Sistal è proprio quello di sviluppare e valorizzare gli studi e le ricerche sulla storia della scultura e dell'arredo in legno di età medievale e moderna, ponendo doverosa attenzione pure alle problematiche connesse alla tutela di questo patrimonio. La soprintendente per il patrimonio storico, artistico e etnoantropologico delle Marche Lorenza Mochi Onori ha sottolineato che "la volontà di Comune e Cm riguardante la creazione di un centro per il restauro è ottima, poiché si darebbe un apporto straordinario a questo tipo di manufatti. La Soprintendenza è da sempre impegnata in questo settore e darà certamente il massimo sostegno. Una mostra delle opere di Donatello come già accaduto per il Gentile? Beh, le difficoltà sarebbero maggiori, soprattutto per lo spostamento". All'importante incontro di ieri sera erano presenti anche il sindaco Roberto Sorci, il presidente della Cm Fabrizio Giuliani, il vice Vito Giuseppucci e l'assessore Marino Montalbini, nonché Francesco Federico Mancini, direttore del Dipartimento di Scienze umane e della formazione dell'Università di Perugia.
FABRIANO - Nessun dubbio sul Donatello ritrovato
La statua di San Pietro Martire, attribuita a Donatello, verrà trasferita a Firenze per il restauro. L'opera, ritenuta di grande importanza, sarà esaminata a fondo per stabilire con esattezza la sua paternità. I primi risultati suggeriscono che l'autore sia effettivamente Donatello. La statua sarà riportata a Fabriano presumibilmente poco prima dell'estate. Si prevede l'organizzazione di una mostra apposita in concomitanza con il rientro. La Sistal ha promosso un convegno per concentrare l'attenzione sul patrimonio artistico della città e del suo territorio.
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