Se ne parlava dal 2004. Da quando il Fontanone accolse il lancio di una Fiat '500, catapultata per gioco sotto l'acqua della fontana. Ma anche da quando i busti marmorei di poeti e uomini illustri che scandiscono i vialetti di ghiaia dei giardini, non sufficientemente oltraggiati da vernici e pennarelli, si trasformarono anche in oggetto di un triste tiro al bersaglio di sampietrini appuntiti. Poi fu la volta delle decapitazione delle statue di marmo e, all'occorrenza del furto di qualcuna di esse. Insomma che il Pincio, da tempo oggetto di atti vandalici di ogni tipo, avesse bisogno di un rigido controllo era cosa nota. Il prefetto Serra e l'assessore D'Alessandro lo avevano invocato appunto già due anni fa e anche lo scorso anno si era parlato di un progetto di 20 occhi elettronici puntati sul belvedere più caro ai romani. Ieri il sovrintendente Eugenio La Rocca ne ha annunciato finalmente l'attivazione. «Si tratta dell'ultimo tassello dopo gli impianti di videosorveglianza già attivati ai Fori Imperiali, nei pressi del Colosseo e del Teatro Marcello, di largo Argentina e dei Musei Capitolini - ha spiegato - si tratta di un impianto di telecamere a circuito chiuso, videosorvegliato dai custodi 24 ore su 24, e in diretto contatto con le forze dell'ordine. E' un metodo che abbiamo già ampiamente sperimentato e che contiamo di applicare in futuro anche a Villa Carpegna. Si tratta di un impegno oneroso per l'amministrazione comunale che ogni anno investe diversi milioni di euro per la gestione degli impianti già attivi e per l'installazione di altri. Il collegamento diretto con Polizia e Carabinieri dei monitor su cui appaiono le immagini sarà ovviamente fondamentale non solo per il controllo del territorio, ma anche per le indagini successive ad atti di vandalismo e per l'individuazione dei responsabili degli atti stessi» ha concluso il sovrintendente.