La presentazione del volume Rapporto sull'economia dei beni culturali in Campania diventa un caso politico. Il testo, curato dal professore Ludovico Solima e pubblicato da Electa, si presenterà domani; alle 15,30 nell'auditorium del museo di Capodimonte. Con un grande assente però, che è proprio il padrone di casa, il sovrintendente al polo museale napoletano Nicola Spinosa. La sua sarà un'assenza polemica? «Certo. Io di questa società che organizza l'incontro e che, mi dicono, abbia realizzato l'indagine, non ne so nulla. Leggo sull'invito che si chiama Scabec. Società campana beni culturali , ma che cosa sia in realtà non lo so» Perché, allora, ha accettato di essere presente all'incontro? «L'unico contatto che ho avuto al riguardo è stato con Rosanna Cappelli di Electa che mi ha chiesto di presentare il libro di Solima. Poiché si tratta di un professore che stimo e che già altre volte ha fatto ricerche economiche applicate alla cultura ho accettato. Poi sull'invito ho letto tutt'altro e mi sono indignato». Cos'è che la irrita tanto? «Tutto, a partire dall'intestazione in cui compare questa fantomatica Scabec. Mi dicono che è una società che dovrà gestire man mano tutti i beni culturali della regione. Mi dicono che dentro ci sono imprese edili, ma sa, in Campania ce ne sono di buone e di cattive. Mi dicono che la prospettiva di una presenza sempre maggiore di questa società ha già fatto scendere sul piede di guerra i sindacati di categoria. Insomma tutto quello che so non è per sentito dire e non è buono. L'altro motivo dell'indignazione, infatti, è che non sono stato informato né dal direttore regionale Stefano De Caro, né dall'assessore regionale Marco Di Lello. È vero, noi dipendiamo dal ministero, ma la Regione per competenza di ente locale, avrebbe dovuto informarmi. E poi non mi piace la compagnia con la quale avrei dovuto presentare questo rapporto». Con chi ce l'ha? «Non faccio nomi (interverranno Giovanna Barni, Eduardo Cicelyn, Luca Dal Pozzolo, Stefano De Caro, Maria Luisa Nava, Marino Niola e Sergio Sciarelli ndr ). Comunque ho scritto una lettera alla Scabec per prendere le distanze dall'iniziativa che è ambigua sin dal titolo. Che vuol dire: Campania felix: e se si ripartisse dalla cultura? E allora in questi vent'anni che abbiamo fatto? È un titolo vecchio e brutto». Lei non ha fornito dati o consulenza per un rapporto che riguarda il suo lavoro così da vicino? «Nessuno mi ha chiesto niente. Non solo. Il libro non me l'hanno neppure mandato». Non rimane che chiedere una spiegazione all'assessore Di Lello. Che è laconica: «Ho parlato con Spinosa due giorni fa, l'ho invitato, e lo aspetto lunedì. Se non verrà, ne riparleremo». http:www.napolionline.org Realizzata con Joomla! Generata: 13 December, 2006, 10:05