Bottini: "Scoperta straordinaria". La dea era la suocera dellimperatore Adriano. Il recupero durante i lavori in piazza Capranica La più grande scoperta archeologica fatta a Roma negli ultimi anni è dietro un portoncino verniciato di verde, in piazza Capranica, a destra della facciata di Santa Maria in Aquiro: si entra in un piccolo atrio, si percorre qualche metro e poi, in uno spazio ricavato dalla demolizione di alcune stanze, si scopre un brandello della Roma imperiale che, fino ad oggi, è rimasto tra le carte degli studiosi, introvabile, una specie di miraggio per archeologi e storici: il Tempio di Matidia, suocera dellimperatore Adriano, divinizzata nel 119 d.C. «Si tratta di un pezzo di un grande monumento», spiega il sovrintendente per i Beni archeologici di Roma Angelo Bottini, «Un tratto del Porticus Matidiae, con grandi colonne, un lastricato, unopera di grandi dimensioni che procede verso via Spada dOrlando: una scoperta clamorosa». Una scoperta dovuta alla scelta fatta dal Senato di affittare unala dellantico Ospizio degli Orfani dellIstituto di S. Maria in Aquiro per farne uffici per i senatori: 3 mila metri quadrati su quattro piani che due anni fa erano praticamente pericolanti. «Abbiamo cominciato col consolidare la struttura», spiega il direttore dei lavori Roberto Tartaro, «perché la situazione poteva degenerare da un momento allaltro». I lavori, commissionati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, insieme con il Senato e la Sovrintendenza dei Beni archeologici, hanno portato alla luce questa scoperta stupefacente. Allinizio, del portico monumentale non era visibile che un tronco di colonna di grandi dimensioni, in marmo cipollino, lungo il vicolo della Spada dOrlando. «Si sapeva dellesistenza del Tempio di Matidia», spiega Fedora Filippi, della Sovrintendenza dei Beni archeologici, «ma non dove fosse. Poi, cominciati i lavori, abbiamo trovato questi tronconi di colonne che, per le dimensioni, non potevano che appartenere a un edificio monumentale. Accanto alla fila di colonne cè una scalinata: e sotto una platea di calcestruzzo di 8, 9 metri, adatta quindi a reggere un grande tempio». Non solo, sotto il calcestruzzo è stata trovata una piattaforma di palafitte datate col radiocarbonio tra il 50 a.C e il 70 d.C., un sistema di costruzione che fino ad oggi non era stato documentato. Matidia, nipote di Traiano e suocera di Adriano, aveva per limperatore unimportanza dinastica: era il legame con la famiglia imperiale. Per questo Adriano ne fece una dea e le dedicò un tempio nellarea di Campo Marzio. «Adriano», spiega larcheologa Filippi, «cambiò lasse urbanistico dellarea di Campo Marzio deviandolo dal mausoleo di Augusto a questa zona, in cui fu eretto lAdrianeo, le cui tracce sono oggi in piazza di Pietra». E al centro di questo colossale progetto cera il Tempio di Matidia, i cui resti stanno venendo alla luce nelle fondamenta dellOspizio eretto nel XVI secolo. Tra due anni, al termine dei lavori, quando qui si insedieranno gli uffici dei senatori, tutta larea sarà musealizzata: una lastra di vetro lascerà intravedere le grandi base delle colonne e la scalinata. E intanto si continuerà a scavare sotto i palazzi vicini per portare alla luce quel che resta del Porticato.
Rinasce il Tempio di Matidia . Perduto per secoli, ricompare sotto gli uffici del Senato
Angelo Bottini, sovrintendente per i Beni archeologici di Roma, ha annunciato la scoperta di un tronco di colonna di grandi dimensioni, in marmo cipollino, lungo il vicolo della Spada dOrlando, in piazza Capranica. La scoperta è stata fatta durante i lavori per laffittazione di unala dellantico Ospizio degli Orfani dellIstituto di S. Maria in Aquiro per farne uffici per i senatori. Il tronco di colonna è stato trovato accanto a una scalinata e sotto una platea di calcestruzzo di 8, 9 metri, adatta quindi a reggere un grande tempio.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo