SECONDO UNA TAC, LA CELEBRE MADONNA SAREBBE STATA RIDIPINTA Antonello ci ha ripensato? Ha ridipinto lAnnunciata? Pare proprio di sì. Pare esserci un altro dipinto sotto la famosa Madonna di palazzo Abatellis a Palermo. Di certo lopera più famosa di Antonello da Messina. E unicona dellarte di tutti i tempi. Per la scelta rivoluzionaria di ritrarre la Madonna senza langelo annunciante. Ma soprattutto per la capacità di rendere la reazione della donna allannuncio, pur conservandone compostezza e distacco. Composto è il volto, disegnato da un ovale di perfezione assoluta. Eppure proprio quellovale, pare, in origine non era così perfetto. Era più allungato e meno elegante. E le sopracciglia, ora altrettanto perfette, erano prima a cuspide. Quasi a ritrarre un volto più severo, cupo. Traspare unimmagine inquietante dalla Tac eseguita sullopera dal professor Giuseppe Salerno, radiologo della Casa di cura Candela di Palermo. La prima Tac mai eseguita su un dipinto su tavola. Con una tecnica sofisticatissima, il professore e la sua équipe sono riusciti a staccare virtualmente lo strato pittorico (spesso 3 millimetri) dalla tavola e a ricostruirlo digitalmente. Ed è emersa la sorpresa: una versione precedente e diversa del dipinto. «Evidentissima», dice Salerno. «Ho eseguito la Tac di due dipinti di Antonello, lAnnunciata e il Ritratto duomo del Museo Mandralisca di Cefalù. Sono due tavole molto simili tra loro: il legno è lo stesso e anche i pigmenti. Eppure ho ottenuto due risultati completamente diversi». Nulla di difforme e anomalo traspare sotto il volto enigmatico e beffardo dellignoto signore di Cefalù. Sotto lAnnunciata, invece, pare esserci unimmagine quasi "fiamminga". Che poi forse Antonello, non soddisfatto del risultato, ha voluto addolcire e rendere più "mediterranea". E unipotesi suggestiva e assai probabile, anche se per ora si sussurra appena. Gioacchino Barbera, direttore del Museo di Messina e grande esperto di Antonello, si riserva qualche giorno di riflessione ma riconosce comunque che limmagine emersa dalla Tac è «molto particolare. Il volto cambia completamente. Non è unaltra persona ma quasi». E si sofferma sulle sopracciglia, «così simili a quelle del Ritratto duomo di Torino». Nuove osservazioni emergeranno certamente oggi nel corso del convegno organizzato a Palermo dal Centro regionale per la progettazione e il restauro della Regione Siciliana. Storici dellarte e restauratori esamineranno i risultati di tutte le indagini diagnostiche non invasive eseguite dal Centro sui due dipinti di Antonello. Perché non si è fatta solo la Tac ma anche la fluorescenza ultravioletta, linfrarosso in falso colore, la riflettografia nel vicino infrarosso, la fluorescenza a raggi X, lesame entomologico. «Abbiamo voluto analizzare i dipinti in ogni aspetto», spiega il coordinatore della campagna di indagini Ermanno Cacciatore. «Individuare i diversi materiali pittorici impiegati, valutare il loro stato di conservazione, valutare la conservazione delle tavole, identificare i disegni preparatori, eventuali ridipinture, integrazioni, restauri. Alla fine abbiamo ottenuto una banca dati di informazioni sulle opere che è anche una sorta di cartella clinica con indicazioni sulla loro conservazione ottimale». Ovunque andranno i dipinti, la "cartella clinica" li seguirà. Dovrebbe essere prassi per tutte le opere darte. E ciò che si prefigge il Centro: diffondere tra i conservatori di musei la cultura della prevenzione e della conservazione programmata. Quasi una sfida. Che può riservare anche rivelazioni sorprendenti. Come il possibile pentimento di Antonello sullAnnunciata.