Nella Firenze popolana oggi il David di Michelangelo sembra, come un tempo lontano, un simbolo rivoluzionario. Nel 1504 quando la scultura fu compiuta rappresentava la libertà repubblicana. Adesso, in qualche modo, raffigura un viscerale moto contro certi americani «impiccioni». L'appello lanciato dallo storico d'arte newyorchese James Beck e da Artwatch International contro la pulitura del David (firmato da un buon numero di italiani), pubblicato in prima pagina dal New York Times, non è piaciuto ai fiorentini. Qualcuno ti guarda negli occhi e ti dice: «Dopo Bagdad vogliono anche il David?» James Beck, fondatore di Artwatch, in realtà è un tranquillo signore, studioso di Michelangelo, con casa a Lamporecchio. Non vuole impossessarsi del David. Ma da sempre combatte restauri che giudica negativi. Cominciò con la Cappella Sistìna. Poi ci furono dure polemiche per la Cappella Brancacci, la Cappella degli Scrovegni... Ora occupa la scena con il David, scultura mito che i fiorentini vollero in piazza della Signoria, davanti a Palazzo Vecchio. Era la prima volta dall'antichità che un nudo veniva esposto in un luogo pubblico. Sentinella della libertà repubblicana, bilanciato dai Medici con il Perseo di Cellini (la testa mozza di Medusa è un chiaro ammonimento), il David fu trasferito nella sala della Tribuna della Galleria dell'Accademia nel 1873, e in piazza sostituito con una copia. Da allora, da l30 anni, il David non è mai stato toccato se non per interventi urgenti, come nel 1991 quando il piede sinistro fu lesionato da una martellata di un pazzo. Diverso il passato. Nel 1843 la scultura fu lavata con acido cloridrico e cambiò d'aspetto: sparirono lumeggiature d'oro (il tronco dell'albero e la fionda), colori (il basamento forse era dipinto di verde), e una corona che ne cingeva la testa. E' questo uno dei risultati degli studi di una corposa commissione scientiflca, voluta dal soprintendente Antonio Paolucci, che ha giudicato la statua in buone condizioni ma che ha rilevato pesanti tracce di polvere, cere, gesso, in 61 punti diversi. E'lo sporco che si vuol pulire. La spaccatura è sul metodo da seguire: impacchi dì acqua distillata, ha decretato la commissione; pelli di daino, gomme e spazzolini, aveva detto la prima restaurarrice incaricata, Agnese Parronchi. E' stata rimossa. E hanno preso il viale polemiche. Ma a settembre la pulitura comincerà, assicura la direttrice dell 'Accademia, Franca Falletti. E finirà l'8 settembre del 2004, per il cinquecentenario del David.