LA NOSTRA VICENZA Il problema sollevato dal prof. Cevese non sembra destinato ad avere soluzioni in tempi brevi, anche se tutti sono d'accordo L'assessore Carla Ancora: «Il degrado estetico del salotto buono della città è evidente, ma la Basilica Palladiana ha la priorità» «Sulla sua bruttezza non si discute. Ma quella facciata resterà così per almeno altri due anni. Tutta quell'area diventerà zona di cantiere, durante il restauro della Basilica Palladiana». L'assessore comunale ai lavori pubblici Carla Ancora ammette il degrado estetico della Corte dei Bissari con la parete posteriore del palazzo degli uffici comunali che vi si affaccia, condizionatori compresi. A un passo dal gioiello palladiano e dal salotto buono di Vicenza, si staglia la facciata che tutti criticano, ma alla quale nessuno è ancora riuscito a trovare un rimedio. Ora il dibattito sul make up moderno o "all'antica" del palazzo, ricostruito oltre quarant'anni fa sopra le ceneri di un edificio secentesco, è destinato a congelarsi di fronte all'evidenza dei fatti: tutto rimarrà fermo ancora per qualche tempo. La precedenza - ubi maior - va alla Basilica. Anche se nei cassetti dell'amministrazione c'è ancora un programma preliminare che prevede il trasferimento degli uffici comunali di Piazza Biade nell'area del nuovo teatro, con un conseguente cambio della destinazione d'uso dell'attuale palazzo (tutto questo non escluderebbe una risistemazione della discussa parete). «Si tratta di un'idea vecchia, che risale alla fine della scorsa legislatura», spiega Ancora, «bloccata dalla nuova normativa urbanistica regionale. Per attuare il trasferimento e l'eventuale risistemazione dell'area e della parete è necessario procedere attraverso il Pat». E come non bastasse, a rendere più macchinosa e lontana la risoluzione del problema c'è anche il vincolo posto sull'edificio dalla soprintendenza. «All'inizio di quest'anno abbiamo avviato la procedura per togliere tale vincolo, ma l'esito ancora non c'è stato. Tuttavia, anche se la soprintendenza ci rispondesse domani, comunque quella zona rimarrebbe com'è ora per due anni, visto che diventerà presto area di cantiere. Sotto la Corte dei Bissari saranno installati gli impianti tecnologici di riscaldamento e illuminazione che serviranno alla Basilica. E mi rendo conto che dopo che la Basilica sarà restaurata, quella parete sarà un pugno in un occhio. La soprintendenza, dopo aver dato la sua autorizzazione, dovrà darci indicazioni su come muoverci». Su quell'angolo del centro storico si esprime anche Maurizio Finizio, presidente della circoscrizione 1, sulla cui competenza territoriale ricadono il palazzo e l'area circostante: «Non è un bel vedere, ma essendoci in progetto il trasferimento degli uffici in una nuova sede, si tratta di aspettare. Mi auguro che si risolva presto questo problema. Se sorgesse un albergo in luogo di quell'edificio, questo avrebbe tutti i benefici di una posizione centralissima». E cosa pensa il professor Renato Cevese, lo storico dell'arte che da tempo grida allo scandalo della brutta architettura? «Spero che l'idea di trasferire gli uffici tecnici comunali nell'area prossima al nuovo teatro non si realizzi mai. Gli uffici sono molto frequentati dai cittadini. Se li eliminiamo diminuamo l'afflusso di persone in centro storico e lo condanniamo a essere una tomba. Inoltre, creare un albergo quando il turismo a Vicenza sta declinando in maniera rapida mi sembra assurdo. Il riconoscimento dell'Unesco non è stato un successo a Vicenza, anche perché negli ultimi quindici anni la città è diventata sempre più brutta e in forte degrado». Fuori dal coro, Fabio Gasparini, presidente di Italia Nostra: «La soluzione sarebbe semplice. Si potrebbe coprire l'intera parete con una controfacciata in vetro a specchio. Il moderno non va criminalizzato soprattutto se, come in questo caso, si mantiene la volumetria precedente. Per quanto riguarda la piazza sarebbe interessante recuperare il vecchio pozzo che era al centro di Corte dei Bissari e che ora si trova nel cortile di Santa Corona. Ma noi purtroppo i problemi semplici non li risolviamo. Siamo la provincia più scalcinata delle Tre Venezie, pur essendo la migliore».