Napoli. «Il patrimonio culturale è un fondamentale punto di forza dello sviluppo economico e territoriale». Con queste parole Marco Di Lello, assessore al Turismo e Beni culturali della Regione Campania, ha sintetizzato il significato dell'incontro dal titolo "Campania Felix e se si ripartisse dalla cultura?", organizzato ieri dalla Scabec (Società campana per i beni culturali) nell'auditorium del Museo di Capodimonte in occasione della pubblicazione del "Rapporto sull'economia dei beni culturali in Campania". Quest'ultimo presenta infatti «un quadro complessivo del patrimonio regionale considerato come risorsa in grado di produrre reddito e occupazione », dato un impatto sul reddito derivante dai beni culturali calcolato, nel 2004, in 700 milioni (mille milioni in totale) e una ricaduta occupazionale di circa 7.000 persone. Si è tracciata una fotografia dell'esistente, con un campione formato da 137 dei 243 tra musei, aree archeologiche, residenze storiche e monumenti aperti al pubblico; dall'altra, un gruppo di 15 ricercatori in incognito ha anche sperimentato come normali visitatori cosa essi offrono, il tipo di servizi, e ogni altro elemento utile a formare una griglia di valutazione. «L'analisi del settore culturale - aggiunge il professore Ludovico Solima della Seconda Università di Napoli - si pone come base di conoscenza per programmare strategie di intervento sui beni culturali», a partire da un approfondito «censimento dei siti culturalmente rilevanti, per incidere poi sulla fruibilità e accessibilità da parte degli utenti», accrescendone i servizi e rendendone più efficace la gestione. In un tale orientamento si rende necessaria una politica di sinergia tra settore pubblico, in particolare enti locali, per la tutela e soggetti imprenditoriali privati che portino con sé quelle competenze e capacità razionalizzanti che lo Stato non ha per la gestione dei servizi nei beni culturali. Dalla carenza di dirigenti e funzionari in strutture e istituti culturali, alla valorizzazione dei territori provinciali, soprattutto avellinesi e beneventano oscurati dalla polarizzazione turistica del napoletano, fino alla modernizzazione della qualità dell'accoglienza dei visitatori nei siti turistici diverse appaiono le sfide che la Scabec propone di affrontare, costituendo un modello "efficiente" di società mista (51 Regione, 49 privati), segno dell'«orgoglio di una Regione - conclude Di Lello - che ha saputo investire e innovare con profitto nella cultura e nel suo patrimonio».
NAPOLI. Beni culturali, investiti mille milioni
L'assessore al Turismo e Beni culturali della Regione Campania, Marco Di Lello, ha sottolineato l'importanza del patrimonio culturale per lo sviluppo economico e territoriale della regione. Il "Rapporto sull'economia dei beni culturali in Campania" presenta un quadro complessivo del patrimonio regionale considerato come risorsa in grado di produrre reddito e occupazione. L'analisi del settore culturale si pone come base di conoscenza per programmare strategie di intervento sui beni culturali. La Scabec propone di affrontare sfide come la carenza di dirigenti e funzionari, la valorizzazione dei territori provinciali e la modernizzazione della qualità dell'accoglienza dei visitatori.
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