Sorpresa per gli archeologi nella Basilica: sul pavimento inferiore i graffiti di Della Porta Il sarcofago trovato sotto l'altare maggiore della Basilica di San Paolo fuori le mura è veramente la tomba dell'apostolo Paolo. L'annuncio è stato dato ieri nella sala stampa della Santa Sede, insieme a un'altra notizia destinata a rivoluzionare il già ricco patrimonio archeologico della basilica paolina: sotto il pavimento sono venuti alla luce i graffiti che l'architetto Giacomo Della Porta realizzò sulla base del progetto della cupola di San Pietro concepita da Michelangelo Buonarroti prima di morire il 18 febbraio 1564. Una autentica «sorpresa» emersa durante i lavori di restauro in corso da due anni, i cui risultati sono stati presentati ieri in Vaticano dal cardinale arciprete della Basilica, Andrea Cordero di Montezemolo, affiancato dai responsabili degli interventi, l'archeologo Giorgio Filippi e l'ingegner Pier Carlo Visconti, delegato amministrativo. «Non c'è nessun dubbio: il sarcofago ritrovato sotto il pavimento della Basilica di S. Paolo è veramente quello dell'Apostolo», ha assicurato il cardinale Montezemolo. «Che la Basilica fosse sorta sulla tomba dell'Apostolo ha poi aggiunto è un dato incontrovertibile nella tradizione storica, mentre l'identificazione del sepolcro originario era una questione rimasta aperta». Ma grazie ai restauri, ogni dubbio è stato fugato: «I lavori hanno permesso di riportare alla luceha rivelato il cardinale un importante contesto stratificato, formato dall'abside della precedente basilica costantiniana, inglobata nel transetto dell'edificio realizzato nel 320 dopo Cristo dai tre imperatori succeduti a Costantino, Teodosio, Valentiniano II e Arcadio: sotto l'altare papale è stato riscoperto quel grande sarcofago del quale si erano perse le tracce e che veniva considerato fin dall'epoca teodosiana la tomba di S. Paolo». «Quella è la tomba di San Paolo, indipendentemente dal contenuto che potrebbe esservi ritrovato», ha affermato Filippi, che ha anche annunciato che spetterà al Papa autorizzane l'apertura per una ricognizione sugli eventuali resti del santo, perché finora le ricerche hanno riguardato l'identificazione del sarcofago e non quella delle reliquie di San Paolo. Quanto ai graffiti michelangioleschi di Della Porta, l'ingegner Visconti ha parlato di «un ritrovamento curioso e di indubbio interesse archeologico che in futuro potrebbe essere visibile anche a fedeli, turisti, studiosi». Si tratta, in sostanza, di un gigantesco disegno della cupola di S. Pietro «scolpito in scala 1:1 per la realizzazione dei calcoli», spiega Filippi, l'autore del ritrovamento, avendo studiato le 1726 lastre di marmo che formano il pavimento della vecchia basilica costantiniana. Quasi un gigantesco puzzle marmoreo sul quale l'archeologo ha individuato una lunga serie di linee e schizzi realizzati da DellaPorta, che copiò così a grandezza naturale l'originario progetto di Michelangelo.