Esiste una pinacoteca ideale? L'analisi di un grande esperto, che punta sull'avventura della conoscenza Abbiamo ereditato la parola museo dal greco museion, "tempio o residenza delle Muse", un luogo che, all'origine, molto probabilmente doveva essere una collina o un boschetto, non un edificio. Quello che divenne noto in tutto il mondo antico come il "Grande Museo di Alessandria" era soltanto parte di un'idea ambiziosa di Alessandro Magno: l'idea d'un nuovo genere di città - di cui il "Museo" sarebbe stato al tempo stesso cervello e cuore - e di un nuovo ordine del mondo, del quale Alessandria d'Egitto sarebbe stata il centro. Il museo conteneva gli alloggi per una comunità accademica di circa trenta membri, stanze e colonnati per leggere, riflettere e conversare e, soprattutto, la Grande Biblioteca, che meritava di essere raggiunta da tutti gli angoli della terra. [...] L'arte e il sapere, il Parnaso e la Scuola di Atene, pilastri fondanti della grande cultura umanistica sono non a caso raffigurati da Raffaello nello Studio di Giulio II, il Pontefice che dette l'avvio alla storia dei Musei Vaticani. [...] Esisteva anche una dimensione pubblica del collezionismo fortemente sottolineata a partire dalla "donazione" di Sisto IV al Popolo Romano dei grandi bronzi lateranensi portati in Campidoglio già nel 1471, e al successivo spostamento al centro della stessa piazza capitolina del più famoso di essi, il monumento equestre di Marco Aurelio. [...] I grandi mutamenti sociali e culturali contemporanei non possono che porre al museo domande importanti e radicali, o, come si dice spesso, grandi sfide. La sua funzione di "tempio della memoria", d'una sorta di luogo di culto laico, viene messa in discussione: si proclama da più parti la morte del museo, Al tempo stesso, però, si assiste a una proliferazione di nuovi musei e di attività collegate a queste istituzioni, che entrano nel sistema formativo. [...] Per sua stessa natura il museo è un luogo frammentario, parziale, imperfetto, dove gran parte delle opere sono sradicate dal loro contesto originario. Eppure ciò che trasmette è la percezione d'une storia coerente, d'una narrazione unitaria dell'evoluzione di forme, tecniche, materiali, funzioni; di una civiltà nella sua visione più ampia [...] Se si digita la parola Museo su un motore di ricerca di Internet si ottengono 48 milioni di siti. Una testimonianza dell'enorme interesse per l'istituzione, ma anche la problematica scoperta dell'ambiguità del termine: accanto ai siti del Louvre, del Metropolitan, degli Uffizi, delle migliaia di musei d'arte, di scienza, di tecnologia, di cultura in generale, abbiamo, per fare degli esempi, anche i musei delle Nuvole o della Bora (il forte vento del Nord che soffia su Trieste), e musei dedicati a personaggi della fantasia. Dunque, cosa è oggi il "Museo"? Non ci aiuta certo a comprenderlo l'attuale proliferare di progetti e costruzioni di "grandi Musei" in ogni parte del mondo, opere di straordinaria, sofisticata, architettura, ma privi di qualsiasi progetto culturale, o anche solo collezionistico. Cattedrali nel deserto delle idee. Ripensiamo ai musei, non solo i nostri, attuali, ma anche a quelli del futuro come ad una avventura della conoscenza, tentativo di scrivere nuove pagine del genio e del sapere, e forse le "Muse" torneranno a dimorarvi. Direttore Generale dei Musei Vaticani