Non lo fate sapere al vicepremier e ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli. che domani - mercoledì - arriverà a Roma, da Los Angeles, il "boss" del Paul Getty Museum, Michael Brand. Sì, proprio l'uomo che al Collegio Romano ora viene visto come il fumo negli occhi (ricordate il contenzioso sulla restituzione delle opere d'arte "italiane" che fanno parte della celeberrima collezione statunitense?) sarà nella capitale, per partecipare - da protagonista - nella Città del Vaticano a un convegno internazionale intitolato "L'idea del museo: identità, ruoli, prospettive". Si tratterà di un incontro ad altissimo livello con i responsabili delle istituzioni culturali pubbliche e private più note del mondo, voluto dalla Santa Sede per celebrare i cinquecento anni dei Musei Vaticani: giovedì mattina, nell'Aula del Sinodo, Brand parlerà pubblicamente con il soprintendente Claudio Strinati sul tema del "Museo: riflessi tra storia e società". Il giorno dopo, venerdì, toccherà a colui che è stato scelto proprio da Rutelli per ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali, ovvero Salvatore Settis, esporre nel corso di una relazione i problemi riguardanti il collezionismo dell' arte classica, in una mattinata presieduta da Monsignor Mauro Piacenza, presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. Brand fa sapere che non ha alcuna intenzione di "cedere" alle richieste ministeriali, e afferma che i capolavori sono conservati nel migliore dei modi, grazie ai restauratori del Getty Museum. Comunque, non mancherà di "donare" qualche affermazione sulla querelle italo-statunitense guardando la mostra dedicata al "Laocoonte", nei Musei Vaticani, godendo dell'extraterritorialità. Sabato, la chiusura del convegno sarà contrassegnata da un'udienza del Santo Padre, Benedetto XVI.