Dopo quasi 50 anni di attesa, riapre domani la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini. Alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del vicepremier e ministro dei Beni-attività culturali Francesco Rutelli, saranno inaugurate le prime otto sale rinnovate, che ospitano tutto il Cinquecento, da Raffaello a El Greco. E' il primo, importante, passo del restauro dell'intero palazzo, per il quale la fine lavori è prevista per il 2009. Al momento, è stato interessato solo il primo piano, nell'ala Nord, che è sempre stata del Museo, mentre dovrebbe concludersi entro l'anno il trasloco del Circolo Ufficiali, situato a piano terra. Qui saranno ospitati i servizi per l'accoglienza e le sale dedicate alle opere del XIII-XIV-XV secolo, i cui lavori dovrebbero iniziare proprio a gennaio o febbraio 2007. L'opera di restauro è comunque imponente e coinvolgerà oltre 10.000 metri quadrati del palazzo seicentesco, ideato da Maderno e Bernini per la famiglia di Papa Urbano VIII. Acquistato nel 1949 dallo Stato italiano per ospitare la Galleria Nazionale d'Arte Antica, con le importanti collezioni Torlonia, Chigi, Odescalchi, Colonna di Sciarra (che, dopo le recenti acquisizioni, Palazzo Corsini non riusciva più a contenere), Palazzo Barberini fu segnato fin da subito dalla difficile convivenza con le Forze Armate, che dal 1934 avevano in affitto il piano terra e parte del primo piano, quei 2.900 metri quadrati (esclusa la parte di rappresentanza) che tornano alla Galleria Nazionale. La conclusione dei lavori è prevista per il 2009, con un impegno complessivo di 12 milioni di euro, ricavati in un triennio dai fondi del Lotto e di Roma Capitale. Un grande sforzo per aprire finalmente al pubblico la più importante galleria d'arte antica d'Italia con centinaia e centinaia di capolavori, tra cui la "Madonna con Bambini" di Filippo Lippi, la celeberrima "Fornarina" di Raffaello, "Venere e Adone" di Tiziano, dipinti di El Greco, i numerosi Caravaggio, i Caravaggeschi, Guercino, collezioni straordinarie che illustrano il cammino dell'arte dal Duecento all'Ottocento.