Il nuovo (e discusso) metodo di un biologo americano.L'usura delle matrici nel tempo genera differenze fra le opere antiche E' un orologio speciale: senza quadrante, lancette o ingranaggi, ma con un «cuore» composto da macchine fotografiche ad alta risoluzione e formule matematiche. Il suo inventore, Blair Hedges, docente di biologia alla Pennsylvania State University (Usa) e grande esperto di libri, l'ha creato per misurare con precisione i danni lasciati dal tempo sulle pagine dei testi antichi, e per datare i volumi che non contengono l'indicazione dell'anno in cui sono stati stampati: un autentico rompicapo, spesso, per gli studiosi e i collezionisti. In effetti sono numerosi i volumi, soprattutto del Cinquecento e del Seicento, che presentano questo «mistero», e alcuni portano anche firme piuttosto illustri, come quella di Shakespeare. L'orologio della stampa {print clock in inglese: Hedges ha chiamato così la sua «creatura») potrebbe essere di aiuto. Il metodo messo a punto dal biologo americano utilizza fotocamere digitali e scanner, per analizzare nei più fini dettagli le imperfezioni presenti sui caratteri e sulle illustrazioni dei libri antichi. Questi testi venivano stampati usando matrici di legno o lastre di rame, molto costose all'epoca, che i tipografi cercavano poi di riutilizzare il più possibile per le edizioni successive, anche a distanza di decenni. Con il passare del tempo, però, il legno tendeva a riempirsi di fessure e fori, perché subiva le aggressioni dei tarli e di altri parassiti, mentre le lastre di rame andavano incontro a un'inevitabile corrosione, che i proprietari delle tipografie tentavano di cancellare, lisciandole e limandole. Ebbene; Hedges ha dimostrato che questi danni sono in buona parte prevedibili e misurabili, e ha elaborato una serie di equazioni per collegarli al trascorrere del tempo. In questo modo, sostiene il biologo americano, i danni diventano davvero una specie di orologio è permettono di datare i libri. E' però necessario avere un punto di partenza, cioè almeno una copia con una data certa: solo in questo caso, esaminando le imperfezioni presenti nella stampa e applicando le formule di Hedges, è possibile ricostruire gli anni in cui anche le altre edizioni sono state pubblicate, senza notizie precise. Hedges ha elaborato le sue equazioni esaminando 2.674 stampe prodotte nel Rinascimento. I risultati di questo lavoro sono poi stati pubblicati sulla rivista britannica Proceedings of the Royal Society, e su una pagina web, all'indirizzo http:evo.bio.psu.eduprintclock. Lo studioso americano ha sperimentato il suo «orologio» su copie diverse di tre atlanti pubblicati fra il 1528 e il 1621: l'«Isolario» di Benedetto Bordone, «L'isole più famose del mondo», di Tommaso Porcacchi, e «Geographiae Universae», di Giovanni Antonio Magini. Ed è riuscito a datare una versione dell'Isolario su cui gli esperti discutevano da due secoli. I dubbi, in verità, non mancano. «La datazione di un oggetto antico, libro o altro, deve poggiare su molte e diverse analisi dice Angela Nuovo, professore associato di biblioteconomia all'Università di Udine. Già in altre occasioni si è cercato, con metodi tratti dall'osservazione matematica, fisica o chimica, di fare a meno della storia, dell'archeologia, o della bibliologia... Ma non credo che si possa nutrire un'assoluta fiducia in questi nuovi metodi». Anche altri ricercatori sono sulla stessa linea. «La tecnologia serve a poco. spiega Rosaria Maria Servello, bibliotecario direttore coordinatore dell'Istituto centrale per il catalogo unico di Roma. Conta molto di più la capacità, da parte dello studioso, di individuare tutti i possibili indizi, all'interno del testo, che possano fornire un aiuto: ad esempio, le citazioni di battaglie, o i riferimenti a personaggi storici. Ed è fondamentale un'accurata indagine bibliografica». Diverse équipe sono comunque all'opera per fornire un aiuto.«tecnologico» agli studiosi di libri antichi. L'università di Perugia, insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma e all'università di Aquisgrana, in Germania, sta studiando, ad esempio, un nuovo sistema che utilizza la Risonanza Magnetica Nucleare. «Misuriamo con estrema precisione spiega Antonio Sgamellotti, docente di chimica inorganica all'ateneo perugino la microporosità e la quantità di acqua assorbita della carta. Questo sistema potrebbe aiutarci a ricostruire la data in cui un libro è stato prodotto. Ma siamo ai primi passi».
I difetti della stampa svelano l'età del libro
Il biologo americano Blair Hedges ha creato un nuovo metodo per datare i libri antichi utilizzando fotocamere digitali e scanner per analizzare le imperfezioni presenti sui caratteri e sulle illustrazioni dei libri. Il metodo, chiamato "orologio della stampa", utilizza le imperfezioni causate dal tempo sulle matrici di legno o lastre di rame utilizzate per la stampa dei libri antichi. Hedges ha dimostrato che questi danni sono prevedibili e misurabili, e ha elaborato equazioni per collegarli al trascorrere del tempo.
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