2 anni campionature per decidere se lasciare esterno monumento partirà domani la prima delle quattro campagne di monitoraggio sul Ratto delle Sabine, il capolavoro marmoreo del Giambologna collocato nella Loggia dei Lanzi, in Piazza Signoria a Firenze. Due anni, si precisa in una nota del soprintendente del Polo museale fiorentino Antonio Paolucci e del direttore dell'Icvbc-Cnr Mauro Matteini, la durata prevista delle campionature il cui esito farà decidere se lasciare il monumento dove si trova, dopo essere stato trattato con idonei protettivi, o ricoverarlo all'interno, probabilmente nella Galleria dell'Accademia, in un ambiente protetto dall'aggressione atmosferica. La prima campagna di monitoraggio sarà effettuata fra domani, giovedì e venerdì. Le altre seguiranno a distanza di sei mesi, un anno, due anni. Nel corso di tutta l'operazione verranno misurati parametri quali la rugosità della superficie, il colore, la microgeometria della superficie con riprese macro in luce radente, la capacità di assorbimento dell'acqua, natura e quantità delle polveri di deposito, la composizione dei protettivi. Le misure verranno effettuate in 4 aree-campione, metà delle quali sono state trattate con protettivi che, se risulteranno idonei, dovranno essere applicati sull' intera statua. Al di là del fatto contingente, è stato spiegato, il progetto si configura come una esperienza-pilota di grande significato, un modello di riferimento per le complesse e difficili decisioni che gli organi di tutela devono sempre più spesso assumere per la conservazione del patrimonio all'esterno, esposto a un rischio di degrado sempre maggiore. Paolucci ha incaricato l'istituto del Cnr per la Conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (Icvbc) di fornire, in tempo congruo, due anni appunto, elementi oggettivi per una decisione definitiva sulla collocazione del monumento - sulla cui sistemazione i pareri degli esperti non sono del tutto unanimi - il cui ultimo restauro si è completato meno di due anni fa. Matteini, che coordina l'operazione, si sta avvalendo del parere di due esperti del settore, Giovanna Alessandrini di Milano e Lorenzo Lazzarini di Venezia, e ha formato un gruppo di studio di cui fanno parte anche l' Istituto nazionale di ottica, i dipartimenti di chimica dell' Università di Firenze e di Perugia e l' istituto Cnr-Isti.