Il passaggio tra via Lamarmora e via Dei Genovesi libera e fa rinascere palazzo Aymerich. Sullo sfondo tutte le speranze e le incognite del programma integrato tra Regione e Comune. C'è già un esposto degli ambientalisti. Riapre il portico Laconi. Sui ruderi della seconda guerra mondiale rinascerà palazzo Aymerich. Fra appartamenti, uffici comunali e circoscrizionali, un parcheggio di due piani, una corte interna e un portico pedonale di collegamento tra via Lamarmora e via Genovesi. Un intervento previsto dalla rivoluzione in arrivo nel rione di Castello dal programma integrato tra Regione e Comune sul rione. Un rivoluzione che passa anche attraverso le polemiche. Protestano le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico dopo un nuovo esposto inoltrato due giorni fa alla magistratura in relazione all'avvio dei lavori per la realizzazione ("probabilmente di un residence") nel Palazzo Aymerich. Secondo le associazioni sarebbero stati rilasciati la concessione edilizia comunale, il nullaosta paesaggistico e provvedimento di archiviazione della Soprintendenza, nonostante "l'intero centro storico cagliaritano è tutelato con specifico vincolo paesaggistico e Castello è un bene paesaggistico con valenza storico-culturale, indicato dalle norme tecniche di attuazione del piano paesaggistico regionale. Per il quale si applicano le disposizioni cautelari provvisorie di cui all'articolo 15, comma terzo, delle norme tecniche di attuazione del Ppr. Stanno buttando giù un bel pezzo di storia cagliaritana", chiedono i comitati, "e le amministrazioni pubbliche competenti che fanno ?" Palazzo Aymerich è un antico edificio nobiliare la cui ultima sistemazione risale alla prima metà dell'800 ed è attribuita all'architetto Gaetano Cima. Dalla famiglia Aymerich è passato a quella Pusceddu e da due anni è di proprietà di una società cagliaritana. Oggi restano in piedi i ruderi dei bombardamenti del 1943. Francesco Atzeri, ingegnere, è il progettista dell'intervento, previsto dal Piano Integrato di restauro. "Si tratta di un mini accordo di programma tra l'Ufficio tutela del paesaggio del Regione, il Comune e i privati", spiega, "i quali si accollano interamente la spesa concedendo all'amministrazione comunale uffici di servizio, tra i quali potrebbe avere spazio la sede della circoscrizione o comunque servizi destinati al quartiere". Il palazzo sarà ricostruito come era prima dei bombardamenti: "l'edificio riacquisterà le antiche fattezze, col vecchio prospetto da noi recuperato attraverso ricerche di archivio (abbiamo utilizzato foto del 1840) e memoria storica. Mentre per quanto riguarda i lavori, demoliremo soltanto quelle parti che non garantiscono la sicurezza nel corso dell'intervento". Atzeri spiega che portico e corte centrale avranno un ruolo nevralgico nella struttura. Per il resto fatta di appartamenti privati e uffici comunali. "Avranno spazio nell'edificio", aggiunge, "la sede della circoscrizione, un laboratorio di studi sul centro storico e servizi attualmente mancanti nel rione. Inoltre nel dislivello ci saranno due piani da destinare a parcheggi". "Plaudo all'iniziativa", afferma l'assessore provinciale alla Cultura Luciano Marroccu, "auspico però un recupero filologico dell'edificio. Affinchè sia rispettoso della fisionomia di Castello".
Riapre il portico Laconi, a Castello è rivoluzione
Il palazzo Aymerich, un antico edificio nobiliare, sta subendo un intervento di restauro. Il progetto prevede la ricostruzione dell'edificio come era prima dei bombardamenti del 1943, con la conservazione delle antiche fattezze e del vecchio prospetto. Il palazzo sarà utilizzato per appartamenti privati, uffici comunali e servizi come la sede della circoscrizione e un laboratorio di studi sul centro storico. Il progetto è previsto dal Piano Integrato di restauro e ha ricevuto l'approvazione dell'Ufficio tutela del paesaggio del Regione, del Comune e dei privati.
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