Il traffico sarà vietato ai non residenti dalle 24 alle 9 del mattino Castello, tapis roulant e parcheggi interrati in attesa di verifica ambientale. Roberto Paracchini. CAGLIARI. Il centro storico volta pagina, almeno sul traffico. Il parlamentino dei vecchi rioni ha proposto al Comune di modificare le zone a traffico limitato. In particolare viene chiesto che tutti e quattro i quartieri (da Castello a Marina, da Villanova a Stampace) siano vietati al traffico nelle ore notturne ai non residenti. Questo tipo di orario è attualmente in vigore in Castello dove non è possibile circolare dalle ore 24 alle 9 (anche se gli abitanti dell'antico rione lamentano traffico esterno anche nelle ore notturne). Mentre negli altri quartieri il divieto di transito è dalle 7,30 alle 10,30 e dalle 15 alle 17. «Secondo l'assemblea della circoscrizione del Centro storico - spiega Gianfranco Carboni, presidente del parlamentino - e in base alle richieste che vengono da varie parti dei quattro rioni, le limitazioni del traffico mattutino e pomeridiano non sono più funzionali. Invece è da tutti sentita, soprattutto nelle zone dove ci sono locali di ristorazione (pubblici o privati), l'esigenza di una riduzione nelle ore notturne. Alcuni vorrebbero iniziare il divieto sin dalle 21, altri, più sensibili alle esigenze degli operatori economici, dalle 24: come in Castello». Da parte dell'amministrazione comunale, a cui spetta poi la decisione formale, non ci sono preclusioni. «Non ci sono - spiega l'assessore Maurizio Onorato (Traffico) - opposizioni di sorta, soprattutto per Villanova e Marina dove il problema dei locali è evidente. A giorni si terrà in consiglio comunale un dibattito sul traffico e io porrò anche questo problema: per verificare qual è l'orientamento dell'assemblea». Intanto a fine dicembre finirà il periodo di prova per le telecamere nei posti di entrata del centro storico. Dal 2007 il controllo degli orari di transito e quelli di divieto saranno rigidi. «Questo stesso sistema sarà poi applicato - informa l'assessore Onorato - anche negli altri rioni del centro storico. Ma pure per questi dovremo avere il periodo di prova». Da parte della circoscrizione verrà proposto alla Regione di sperimentare un mini bus per i quartieri storici, da intendere come servizio a costo zero per i cittadini, «anche se difficilmente sarà accettata l'idea della gratuità». «La questione - sottolinea Onorato - è di competenza della Regione. Si tratterà di verificare il livello di fruizione del servizio. La gratuità penso sia più difficile: quelle corse avrebbero un costo e, in qualche modo, se si dovessero fare, bisognerebbe pagarlo». Per il centro storico, inoltre e per Castello in particolare, è ancora aperto il discorso sui tapis roulant, i tappeti mobili che fanno parte del così detto progetto di meccanizzazione. Dopo le polemiche, il piano ha subito un rallentamento. Il sindaco Emilio Floris aveva affermato che il progetto sarebbe stato visto con attenzione, ma lo ha anche recentemente riavallato. In ogni caso, dopo le osservazioni del Gruppo di intervento giuridico, l'opera è stata bloccata in attesa della valutazione di impatto ambientale per i parcheggi sotterranei. Ma la contestazione riguarda i tapis roulant e i nuovi ascensori. Il tutto in un iter travagliato. Il primo "sì" del consiglio comunale venne dato all'unanimità il 9 novembre del 2004: trentadue voti favorevoli su altrettante presenze. Contrari Radhouan Ben Amara (Comunisti italiani) e Gianni Loy (gruppo misto) che, però, erano assenti. L'altro "sì" dell'assemblea è del 2006. Il progetto prevede un parcheggio interrato di tre piani (al di sotto di quello di superficie di via Cammino Nuovo), quattro tapis roulant tra via Cammino Nuovo e via dei Genovesi, una scala mobile tra via Santa Margherita e via Cammino Nuovo, due scale mobili tra via San Giorgio e via Cammino Nuovo, tre tapis roulant tra via Cammino Nuovo e la base della Torre dell'Elefante, un tapis roulant e una scala mobile tra piazza Dettori e via Manno e, infine, tre ascensori che dal parcheggio sotterraneo conducono a via Santa Croce. Dopo la prima approvazione e un periodo di relativa calma, c'è stata la rivolta degli ambientalisti e e non solo. E ora la situazione è di stasi.