CAGLIARI. E' arrivato il momento della resa dei conti per l'imprenditore Aldo Pili - fratello del più noto esponente di Forza Italia, Mauro Pili - che ha realizzato abusivamente nel giardino della sua casa a Medau su Cramu, in via dei Gelsomini, una piscina ovale senza alcuna autorizzazione in un'area protetta dalle legge sui parchi. Il gip Giovanni Lavena gli ha inflitto una multa di 15 mila euro con l'ordine di rimettere in pristino i luoghi, quindi di demolire la piscina. Il decreto penale di condanna - che prevede la sentenza del giudice senza passare per un contradditorio in aula - era stato chiesto dal pm Andrea Massidda sulla base di un esposto presentato dal Gruppo di intervento giuridico, che conteneva la foto aerea del manufatto. Il decreto resterà sospeso perchè il difensore Pierluigi Concas si è opposto. Sarà quindi un giudice monocratico a giudicare Pili il prossimo 5 giugno. L'imprenditore si era difeso a suo tempo sostenendo che la piscina era in realtà una vasca per l'irrigazione, ma gli uomini della Guardia Forestale avevano comunque consegnato alla Procura un rapporto corredato da immagini fotografiche in cui la vera 'vocazione' della vasca appariva lampante. Curioso osservare che un parere positivo sulla possibilità di non demolire la piscina era arrivato: la firma è quella di Lucio Pani, l'ex direttore dell'ufficio regionale tutela del paesaggio imputato di corruzione, truffa, falso e abuso d'ufficio proprio per la presunta abitudine ad avallare la realizzazione di opere illegali. In questo caso Pani scrisse che «le opere realizzate abusivamente non sono per caratteristiche e dimensioni di pregiudizio ai beni oggetto della tutela paesistica». Sulla proprietà di Aldo Pili a Medau su Cramu il pm Massidda aveva aperto due anni fa un'altra inchiesta, poi finita in archivio: la denuncia degli ambientalisti era legata quella volta all'edificio, un vecchio stazzo di pastori per il ricovero degli animali, acquistato per 300 milioni di lire e ristrutturato dall'ingegnere. Non c'era il cartello di inizio lavori e neppure il numero dell'autorizzazione edilizia, che comparvero d'incanto solo dopo che la Nuova Sardegna pubblicò le fotografie dei lavori in corso. L'ispezione condotta dai carabinieri non mise però in luce alcunchè di irregolare. Mesi dopo però attorno alla proprietà Pili a Medau su Cramu è comparsa una recinzione ancora più alta e impermeabile: c'è voluta una fotografia aerea per scoprire che all'interno i lavori erano andati avanti, stavolta per costruire una vasca col fondo azzurro, a forma di goccia, che appare chiaramente una piscina. Nuova denuncia e nuova inchiesta giudiziaria, con conclusioni del tutto opposte alla prima.