Tener testa a un oratore come Vittorio Sgarbi è impossibile. E così, la tavola rotonda che si è tenuta ieri sera a Sestriere, primo appuntamento di «Casa Olimpia» della Provincia (allo stesso tavolo il presidente Antonio Saitta e gli assessori alla Cultura di Milano, Roma, Napoli e Torino per discutere delle «Capitali della cultura»), è stata travolta dal fiume in piena dell'assessore lombardo. Il primo a lanciare il guanto della sfida, però, è stato Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il Libro, la Cultura e la Musica: «Quando il presidente della Camera di Commercio di Roma dice di aver speso 3 milioni per la notte bianca, mi tolgo tanto di cappello - attacca - ma quando aggiunge che l'evento genera 60 milioni di indotto, allora è evidente che diventa importante difendere le specificità di ogni città italiana, di iniziative come la Fiera del Libro che sono nate e devono restare a Torino». La sfida con Roma fa paura un po' a tutti, insomma. A partire da Venezia: «Tempo fa sono stato dal ministro alla Cultura Rutelli insieme al sindaco Cacciari - ricorda Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura di Torino - per cercare una soluzione alla desertificazione che la Festa del Cinema della capitale potrebbe creare in Italia, dove Torino è la seconda manifestazione del settore dopo Venezia, ma ha un bilancio di appena 2 milioni di euro contro i 18 che Roma è riuscita a raccogliere per la sua prima edizione». Pronta la replica di JeanLéonard Touadi, rappresentante dell'amministrazione capitolina: «Fino a poco tempo fa ci accusavano di essere indolenti o ladroni. Oggi ci dicono che siamo iperattivi». Vittorio Sgarbi fa come al solito il bastian contrario: «Il problema non esiste. Io a Milano l'ho dimostrato, semplicemente facendo il parassita. Torino organizza da 30 anni un bel festival (Settembre Musica, ndr) che però è latitante perché i piemontesi non l'hanno saputo far conoscere. E io mi alleo con Torino, trasformandolo in un evento delle due città unite dal treno». E in quanto al pericolo romano? «Ma quale pericolo? - ribatte caustico Sgarbi .. Roma è una città minore. E' una località vacanziera, adatta alle famose "Vacanze romane". Non drammatizziamo su una competizione che non può esistere. Semmai - aggiunge - il problema sono gli uomini: come Veltroni, che è troppo grande per fare il sindaco di Roma: è un Berlusconi mancato». Poi sgarbeggia: «Noi tanto, a Torino con il solo Museo Egizio facciamo più ingressi di tutti i musei romani messi insieme». Battute che fanno la gioia di Alfieri: «Ormai è chiaro che con Sgarbi e Milano, Torino è una cosa sola: quel che è nostro è anche suo. A parte gli scherzi, quando da Torino a Milano si andrà in 45 minuti, potremo offrire una macrocittà da 10 milioni di abitanti contro cui nessuno potrà competere».