Missioni promozionali all'estero? Solo sotto il marchio Italia Un sito Internet dove è impossibile prenotare le camere. «Il modello giusto è quello spagnolo» Tutti uniti di nuovo sotto il «marchio Italia». Basta con le delegazioni di Regioni, province, comuni che in ordine sparso sbarcano a New York, Shanghai o Mosca per promuovere il turismo delle loro aree, con risultati mai verifìcati. La svolta nella «politica estera» del made in Italy coincide all'Enit (Ente nazionale italiano per il turismo), con l'insediamento del nuovo presidente Umberto Paolucci, vicepresidente» mondiale di Microsoft. Ed è in sintonia con il nuovo vento «contro gli sprechi della politica» che soffia in Parlamento, alimentato dalle correnti della sinistra che nell'ultimo anno hanno criticato aspramente i compagni di partito per gli eccessi delle loro spese. Una campagna di moralizzazione condotta in prima fila dal diessino Cesare Salvi, per esempio contro il governatore della Campania, Antonio Bassolino, che a New York da tre anni mantiene ' una sede faraonica; e che farà chiudere le «ambasciate» estere degli enti locali, se passa un emendamento alla Finanziaria proposto dallo stesso senatore Ds. «È stata la riforma del titolo V della Costituzione nel 2001 a dare nuovi poteri alle amministrazioni locali e, in particolare, alle Regioni nella promozione internazionale dei loro prodotti. Compreso il turismo», sottolinea Paolucci. La riforma era stata voluta, vale la pena di ricordarlo, dal centrosinistra all'epoca al governo, e ha scatenato quella «diplomazia alle vongole» in cui sono fiorite le missioni estere per promuovere il «made in Sannio» o i «ponti culturali» fra il Salento e i Balcani, come denunciato dal Corriere Economia in una serie di articoli dal 2004. «Non si possono impedire le iniziative individuali precisa Paolucci . Ognuno può cercare di innalzare la propria visibilità e ci sarà chi vorrà continuare a fare da sé. Ma con la nuova Agenzia per il turismo (ex Enit) e il nuovo "marchio Italia" vogliamo offrire un contenitore che renda non conveniente muoversi separatamente». Nel consiglio d'amministrazione della nuova agenzia siedono i rappresentanti di sette Regioni e il loro coordinatore Enrico Paolini, diessino assessore al Turismo dell'Abruzzo: è il vicepresidente, la seconda carica. «Sento molta concor-dia, molta volontà di unirsi in uno sforzo comune, perché credo che tutti abbiano capito che è meglio lavorare insieme», continua Paolucci, che nel nuovo impegno si è tuffato con passione: sta convocando riunioni a raffica del cda Enit per rispettare le scadenze di fine anno e definire disegno e rilancio della nuova struttura, che ha appena ottenuto 30 milioni di euro aggiuntivi dal governo. Da investire come? Una patata bollente è il «portale italiano del turismo», www.ita-lia.it: un progetto avviato nel 2004 dal ministro per l'Innovazione Lucio Stanca del governo Berlusconi, con un budget di 45 milioni di euro, mai venuto alla luce. Di quella cifra, per costruire la piattaforma tecnologica del portale 8 milioni sono andati a un consorzio di aziende fra cui spicca Ibm, di cui Stanca era stato amministratore delegato per l'Italia. «Onestamente, non credo che la colpa dei ritardi sia solo delle imprese commenta Paolucci . Il problema è che il progetto è partito senza il coinvolgimento di chi poi deve riempirlo di contenuti, cioè le Regioni. E solo ora è stato costituito un comitato fra il ministero delle Riforme e dell'Innovazione e le stesse Regioni, che riceveranno 21 milioni per lavorare sul portale. Si spera che una prima versione del sito sia pronta per la Bit, la Borsa internazionale del turismo di febbraio». Ma mancherà la caratteristica più importante per un sito turistico: la possibilità di prenotare anche i pernottamenti. Colpa degli albergatori che non amano il confronto Online delle offerte e dei prezzi? Colpa della piattaforma tecnologica? Con non celato orgoglio aziendale, Paolucci sostiene che l'esempio da prendere sarebbe stato quello della Spagna, il cui portale www.spain.info si basa sul software Microsoft e permette di organizzare un viaggio in tutti i dettagli: «La Spagna ha capito prima di noi che fare. Non è un caso che ci abbia superato nella classifica delle destinazioni turistiche preferite». Senza andare troppo lontano, un modello da copiare è il sito www.sudtirol.info dell'Alto Adige, che da cinque anni vende le vacanze in sei lingue, grazie al focus della Regione altoatesina sul puro business e non sull'organizzare spedizioni «diplomatiche» Oltralpe e Oltreoceano. Un primo test dell'unità della nuova «casa comune» Enit? La scorsa settimana era a New York l'assessore al Turismo della Toscana, Anna Rita Bramerini, per un seminario di lavoro organizzato con l'Enit: entusiasta per i programmi di Paolucci, ha però detto che non c'è alcuna intenzione di chiudere la sede newyorkese della sua Regione, «che costa poco perché è ospitata dal Montepaschi». Anzi, crescerà il suo ruolo di punto di riferimento per gli operatori toscani, anche se l'assessore non sa quantificare i risultati di quattro anni di attività.
Enit, la svolta Paolucci: stop ai viaggi inutili
L'Ente nazionale italiano per il turismo (Enit) ha avviato una nuova politica estera per promuovere il turismo italiano all'estero. Il nuovo presidente, Umberto Paolucci, ha promesso di offrire un contenitore che renda non conveniente muoversi separatamente. La riforma del titolo V della Costituzione nel 2001 ha dato nuovi poteri alle amministrazioni locali, compreso il turismo. Paolucci ha convocato riunioni per definire il disegno e il rilancio della nuova struttura, che ha ottenuto 30 milioni di euro aggiuntivi dal governo. Il portale italiano del turismo, www.ita-lia.it, è stato avviato nel 2004 con un budget di 45 milioni di euro, ma non è mai stato completato.
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