UNA TAVOLA rotonda in assenza (polemica) del «padrone di casa»; si presenta oggi alle 15.30, nell'Auditorium del museo di Capodimonte, il primo rapporto sull'economia dei beni culturali della Regione Campania, indagine territoriale edita da Electa e curata da Ludovico Solima della Seconda università di Napoli per la Scabec, Società campana beni culturali. Ma al dibattito organizzato per l'occasione, dal titolo «Campania felix: e se si ripartisse dalla cultura?», mancherà probabilmente Nicola Spinosa, soprintendente per il Polo museale napoletano, atteso (con la partecipazione del curatore e le conclusioni dell'assessore regionale al turismo e ai beni culturali Marco Di Lello) assieme a Giovanna Barai, amministratore delegato Scabec; Eduardo Cicelyn, direttore del Madre-Museo d'Arte contemporanea Donnaregina; Luca Dal Pozzolo, direttore dell'Osservatorio culturale del Piemonte; Stefano De Caro, direttore regionale per i Beni e le attività culturali della Campania; Maria Luisa Nava, soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Caserta; l'antropologo Marino Mola e l'economista Sergio Sciarelli. Alla vigilia dell'incontro, prendendo le distanze persino dal suo titolo, Spinosa ha dichiarato con «indignazione» di non essere stato informato dell'iniziativa né da De Caro né da Di Lello, e di non conoscere la Scabec, società incaricata di gestire i siti culturali della Campania, già a responsabilità limitata e ora mista, costituita nel 2003 dalla Regione Campania che detiene il 51 delle azioni, mentre il 49 è di privati (che hanno concorso con gara pubblica e delibera pubblicata dal Burc, il Bollettino ufficiale della Regione Campania). Ma che cosa rispondono i diretti interessati? Non sarà che alla Scabec (che ha ufficialmente invitato Spinosa) viene contestato di sminuire il ruolo delle Soprintendenze? Se Marco Di Lello preferisce replicare oggi al convegno, De Caro commenta: «Forse il professor Spinosa non è stato attento o non ricorda della corrispondenza con la Direzione regionale della Campania, competente nei rapporti tra il ministero per i Beni e le attività culturali e gli enti locali», dice. E aggiunge: «Quando il ministro dei Beni culturali Rutelli è venuto a Napoli e ha riunito le Soprintendenze, alla presenza di tutti i dirigenti della Regione Campania io ho riferito tra l'altro della Scabec - nata nella scia della legge Veltroni - che ha già collaborato con varie soprintendenze e con la Direzione regionale, sia nel circuito Artecard, che in grandi eventi come la Notte Bianca. Nella stessa riunione si parlò anche della possibilità di raggiungere un nuovo accordo siti la gestione di alcuni complessi statali, e su altri temi di comune interesse, come la scuola di restauro al Quisisana: aggiornamento del programma-quadro del marzo 2001, firmato dal presidente Bassolino e dall'allora ministro Melandri per un coordinamento delle attività di valorizzazione dei beni culturali secondo le norme del codice».