Convocati i vertici della fondazione, si rischia il «processo» II presidente stretto nella morsa Cacciari-Galan, ma spera in Rutelli E' una morsa a tenaglia quella che sembra stringersi intorno al presidente della Biennale Davide Croff in vista del consiglio di amministrazione della fondazione di domani che si annuncia tutt'altro che tranquillo, dopo le recenti polemiche. Da tempo il sindaco Massimo Cacciari vicepresidente di diritto dell'istituzione è critico verso la gestione di Croff e non è un mistero che anche in sede politica abbia espresso più volte il desiderio di un ricambio al vertice della Biennale. Ma all'insoddisfazione di Cacciari rimasta per ora abbastanza sotto traccia si è aggiunta ora l'aperta ostilità mostrata dalla Regione. Clima sempre più teso dopo le critiche bilaterali alla sua gestione. In testa la sfida persa con Roma A dare fuoco alle polveri, le dichiarazioni del presidente Giancarlo Galan e del suo portavoce Franco Miracco, consigliere della Biennale di nomina regionale. Quella della Regione è una vera offensiva nei confronti di Croff, con una lunga serie di critiche: dalla gestione contraddittoria e troppo difensiva della partita che ha riguardato la nascita della Festa del Cinema di Roma e la sua concorenza alla Biennale; a un rapporto insoddisfacente della Biennale con l'imprenditoria nordestina al fine di raccogliere risorse per la fondazione; all'operazione di decentramento delle manifestazioni nel Sud con l'iniziativa «Sensi contemporanei», condotta senza un disegno chiaro; alla tendenza del presidente a gestire in proprio molte decisioni e iniziative che riguardano la fondazione, mettendo poi in pratica il cda di fronte al fatto compiuto. E' un'alleanza inedita dopo tante polemiche su altri problemi, come quelli della salvaguardia quella tra Cacciari e Galan sulla Biennale, ma che ha un denominatore comune propria nell'insofferenza rispetto a Croff. Il presidente ha però dalla sua una carta importante, come l'appoggio che il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli gli ha garantito almeno sino al termine del suo mandato, agli inizi del 2008. Croff spera anche come ha dichiarato in una riconferma e il fuoco di sbarramento avviato da Regione e Comune (e che domani, in consiglio di amministrazione, potrebbe portare anche a una polemica diretta) ha l'obiettivo di portare comunque a evitare questa seconda eventualità. Ma, come detto, sotto accusa è in generale tutta la gestione di Croff, a cui si rimprovera anche di non essere riuscito a stabilire un rapporto proficuo e soddisfacente le categorie economiche cittadine. Gli ultimi esempi sono quelli del presidente di Unindustria Veneto, Andrea Riello, che diserta a Roma la seduta della commissione per la costruzione del nuovo Palazzo del Cinema, e del presidente della Camera di Commercio Massimo Albonetti che ha dichiarato una sostanziale indisponibilità a partecipare finanziariamente alle iniziative della Biennale, nonostante i ripetuti inviti arrivati dalla fondazione. Per Croff tradizionalmente diplomatico e poco incline allo scontro plateale se non quando vi è trascinato per i capelli una situazione non facile. Per questo la seduta di cda di domani ha tutta l'area di una sorta di resa dei conti.
Venezia. Biennale. Domani il cda, Croff alla resa dei conti
Il presidente della Biennale Davide Croff si trova in una situazione difficile dopo le critiche della Regione e del Comune. Il sindaco Massimo Cacciari, vicepresidente di diritto della fondazione, è critico verso la gestione di Croff e ha espresso il desiderio di un ricambio al vertice della Biennale. La Regione ha lanciato un'offensiva nei confronti di Croff, criticandone la gestione contraddittoria e troppo difensiva della partita per la nascita della Festa del Cinema di Roma. La Biennale è stata anche criticata per il rapporto insoddisfacente con l'imprenditoria nordestina e per l'operazione di decentramento delle manifestazioni nel Sud.
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