Gli ambientalisti bocciano il Pit regionale "Italiani, dateci un euro per Monticchiello" Forti critiche al Piano territoriale, lassessore Conti lo difende -------------------------------------------------------------------------------- «Lanceremo la campagna nazionale 'un euro per Monticchiello, per acquistare e demolire lecomostro, una 'verruca sul volto della Val dOrcia». In apertura di convegno «Dopo Monticchiello», ieri a Palazzo Incontri di Carifi, la proposta del presidente di Italia Nostra Carlo Ripa di Meana - che ha organizzato levento e annuncia un nuovo esposto alla procura di Montepulciano sul caso Monticchiello - suona bella provocazione ma operazione difficile da perseguire (come si farà a convincere ciascuno dei neo proprietari a vendere gli appartamenti già acquistati dal costruttore?) e sancisce unaltra frattura netta con i governi nazionale e locali: caduto nel vuoto lappello degli ambientalisti perché si creasse un fondo pubblico di «rientro dallerrore», ecco che il movimento si appella alla sensibilità e alla generosità degli italiani. «Depositeremo presso un notaio le somme che gli italiani vorranno offrire, scavalcando quindi il 'sistema, che allarga le braccia, alza gli occhi al cielo e non fa nulla, sostenendo di avere la coscienza a posto, perché non si può fare di più» dice Ripa di Meana, che definisce la proposta del governo per «mitigare» lintervento di Monticchiello, «una resa, che fa ridere e non una mediazione». Il presidente di Italia Nostra minaccia: «Vogliamo fare di Monticchiello il maggior caso culturale e politico a livello internazionale, porteremo la vicenda nelle sedi dellUnione Europea e nei grandi serbatoi del turismo di oltre Atlantico». Alberto Asor Rosa rincara la dose sulle responsabilità del Comune di Pienza e «la connivenza delle autorità statali». Ma il fatto nuovo è la bocciatura che il movimento ambientalista infligge, almeno nella fase attuale di elaborazione, al Pit, il Piano di indirizzo territoriale, che lassessore regionale Riccardo Conti sbandiera come panacea di tutti i mali. Il fuoco di fila è affidato agli urbanisti Pierluigi Cervellati e Giorgio Pizziolo, con Valentino Podestà di Italia Nostra che declama larringa finale contro il Pit. Lo accusano di trattare il territorio come «un bene patrimoniale» e un «fattore di crescita», in modo estraneo alla «cultura dei nostri anziani». Gli rimproverano di coinvolgere pericolosamente nella pianificazione urbanistica i privati, di ignorare la «partecipazione», di lasciare eccessivo potere ai Comuni. Lo bollano con aggettivi negativi: «ultraliberista», «neosviluppista», «economicista», «modernista», «micidiale», «preoccupante», «segnato da pefidia», «involutivo», «complesso» e «contraddittorio». Conti, scamiciata a quadrettoni verdi fuori dai pantaloni arancioni, interviene per rimproverare alla soprintendenza di non aver bloccato Monticchiello quando era possibile e soprattutto per difendere il suo Pit. Con un moto di ribellione si sottrae, poi, a chi vorrebbe inchiodarlo ad una nuova raffica di accuse del dibattito pomeridiano: «Anche io ho diritto a stare con la mia famiglia». Forse è lultima sua apparizione ad un forum ambientalista ormai itinerante e ogni volta più ostile.