La realizzazione di uno spazio museale europeo e la promozione della diversità culturale e linguistica dei paesi membri attraverso il Progetto Agenore. Oltre a una maggiore attenzione alla conservazione del patrimonio cinematografico europeo. Sono queste le principali proposte sulle quali il ministero per i beni e le attività culturali guidato da Giuliano Urbani intende lavorare durante il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. Un programma, peraltro, che il numero uno del dicastero ha illustrato lo scorso 7 luglio alla Commissione cultura del parlamento europeo presieduta da Michel Rocard e che verrà presentato al senato italiano il prossimo 23 luglio. La prima proposta elaborata dalla presidenza italiana è quella di una risoluzione sulla collaborazione tra i responsabili delle istituzioni culturali nel campo museologico, museografico e delle nuove tecniche di settore. La sua approvazione dovrebbe contribuire alla realizzazione di uno spazio museale europeo, producendo alcuni effetti positivi tra cui quello di una più rapida integrazione dei nuovi paesi osservatori. «Il futuro ingresso di dieci nuovi stati membri e l'aumento della domanda di eventi culturali che possano diffondere nei diversi paesi dell'Unione i rispettivi tesori del patrimonio artistico di ciascuna nazione», ha spiegato lo stesso Urbani, «inducono a consolidare la collaborazione tra i responsabili dei più importanti musei del continente. Ci impegneremo pertanto a elaborare in sede di presidenza una risoluzione che ponga le basi di uno spazio museale europeo, dove le singole istituzioni culturali possano operare in una fruttuosa rete di relazioni e scambi di know-how ed esperienze». Per sottolineare la promozione della diversità culturale e linguistica in Europa l'Italia presenterà alla riunione informale dei ministri della cultura (prevista a Firenze i prossimi 1 e 2 ottobre) un documento di riflessione sul «Progetto Agenore-Alle radici dell'Europa di ieri, oggi e domani». Uno strumento di conoscenza e promozione dell'identità culturale europea attraverso la creazione di un thesaurus disponibile on-line dei valori caratterizzanti la civiltà europea, individuati liberamente da ciascuno degli stati membri nelle rispettive culture nazionali e regionali. «Agenore, mitico re dei Fenici, padre di Cadmo e di Europa», ha detto il numero uno del dicastero, «è il più antico monarca di Argo. La sua figura ispira un'iniziativa ambiziosa: individuare i caratteri originali con cui ogni paese dell'Unione ritiene di contribuire alla cultura del nostro continente. Ogni epoca ha compreso o escluso dal concetto politico di Europa le diverse realtà che insistevano sul territorio europeo a seconda del pensiero allora dominante, ed è per questo che possiamo parlare per esempio di un'Europa cristiana, come disse Raffaello Morghen, o di un'Europa dei Lumi». E ha aggiunto: «Oggi, a una moneta e a una Costituzione, è auspicabile corrisponda anche un comune e condiviso sentimento culturale, cui si deve arrivare però attraverso le singole specificità dei paesi partner. Il progetto Agenore intende pertanto essere uno degli strumenti con cui ogni realtà della Ue può affermare il proprio contributo alla paternità di Europa». Per quanto concerne invece il settore audiovisivo, la presidenza italiana presenterà una risoluzione sulla conservazione delle opere cinematografiche dell'Unione. «La bozza di progetto sulla quale stiamo lavorando», ha dichiarato a ItaliaOggi il direttore generale della direzione cinema del ministero per i beni e le attività culturali Gianni Profita, «si muove intorno a due ambiti: il primo riguarda la qualità del restauro, stabilendo delle soglie tecniche minime per la conservazione delle pellicole. E unire l'Europa intorno a questo obiettivo è motivo d'orgoglio per l'Italia, che vanta oggi una serie di centri di eccellenza per il restauro di film». L'altro aspetto è quello relativo alla fruizione delle opere. «La nostra posizione», ha continuato, «mira a un impegno degli stati a tutelare il patrimonio cinematografico restaurato mettendolo a disposizione per fini didattici e informativi, in un'ottica non profit e quindi non commerciale. Noi proponiamo una sorta di obbligo legale o contrattuale di registro per la ricostruzione della catena dei diritti cinematografici. La questione, tuttavia, non è agevole perché in Europa ci sono sensibilità diverse. Vorremmo trovare però un punto di equilibrio almeno per la catalogazione delle opere restaurate dagli stati membri, assicurando così un minimo di fruibilità delle opere da parte dei cittadini europei». Il semestre italiano sarà anche all'insegna del processo di revisione della direttiva «Tv senza Frontiere», nel quadro del piano di lavoro avviato dalla Commissione nel febbraio 2003. Un aspetto che verrà trattato a Siracusa dal 12 al 14 settembre prossimi in occasione della riunione informale dei ministri dell'audiovisivo (per l'Italia i ministri per i beni culturali Urbani e delle comunicazioni Maurizio Gasparri), che affronterà i temi dello stato dei lavori sulla direttiva e del suo campo di applicazione, della protezione dei minori e della dignità umana, della pubblicità, dei nuovi mezzi interattivi, e di un'ipotesi di sostegno comunitario per la produzione televisiva.