ASSEMBLEA del personale e chiusura degli scavi per l'intera mattinata, ieri a Ostia Antica, dove i dipendenti chiedono la nomina di un nuovo Soprintendente. La più estesa area archeologica italiana dopo Pompei, circa 140 ettari tra la via del Mare e il corso del Tevere, che racchiude i resti della città di Ostia, il porto dell'antica Roma e ogni anno è visitata da circa 700mila turisti, rischia di finire nel dimenticatoio. Nel quadro del piano di riorganizzazione delle Soprintedenza archeologiche, infatti, quella di Ostia Antica verrebbe accorpata a Roma, perdendo la sua autonomia e, di fatto, vedendo ridimensionate le sue ambizioni e il progetto di rilanci e valorizzazione del sito. Una soluzione che non piace nemmeno in un quadro di sviluppo turistico dell'area archeologica, considerata uno dei fiori all'occhiello del Lido e che rappresenta il traino turistico più importante, assieme al mare, del litorale romano. «Ieri mattina i duecento operai e impiegati dell'area archeologica si sono riuniti in assemblea in segno di protesta - spiega il consigliere municipale Fabrizio Testa -in quanto da sei mesi il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli non provvedere a nominare un nuovo Soprintendente alle Antichità di Ostia per sostituire l'archeologa Anna Galina Zevi, attualmente in quiescenza, che ha guidato gli scavi per oltre dieci anni». Per il Municipio la protesta degli addetti assume un significato particolare e conferma le preoccupazioni già espresse in precedenza: «L'assenza di un coordinatore - continua Testa - che si adoperi per la valorizzazione dell'importante sito, secondo soltanto a Pompei per ampiezza e ricchezza delle testimonianze storiche, sta conducendo verso il degrado gli scavi di Ostia Antica, dove ormai si può provvedere soltanto all'ordinaria manutenzione. Mancano prospettive di sviluppo e fondi adeguati per il rilancio dell'area dal punto vista turistico. Proprio per questo i dipendenti degli Scavi hanno minacciato lo sciopero». I fondi per Ostia Antica risultavano già insufficienti a garantire la prosecuzione degli scavi ancora in corso e il restauro dei reperti recuperati. I dipendenti rivendicano, pertanto, un impegno preciso del ministero sul futuro dell'area che, inserita in ambito romano, rischia di vedere vanificati gli sforzi ed i progressi compiuti in questi anni. Sulla questione, ieri mattina, il gruppo consiliare di An ha espresso solidarietà nei confronti dei lavoratori in lotta, inviando la richiesta ai ministero di procedere in tempi rapidi alla nomina di un nuovo Soprintendente ad Ostia Antica. Il preventivato accorpa-mento di Ostia Antica a Roma è stato duramente criticato anche in un recente «simposium» degli archeologi svoltosi nella Capitale. Gli studiosi, infatti, hanno ripetuto la necessità che Ostia Antica mantenga la sua autonomia.