Trenta sepolture con due riti diversi nel grande sito di Boccazola Vecchia Necropoli birituale romana attiva probabilmente fra il I e il IV secolo dopo Cristo. La responsabile del nucleo operativo mantovano della sovrintendenza archeologica lombarda classifica così l'ultima scoperta, freschissima, avvenuta nella Bassa. A Poggio Rusco, nell'area della corte Boccazola Vecchia. Necropoli vasta. Elena Menotti: «Le tombe individuate finora sono trenta». Linea di continuità fra Età del Bronzo Etruschi e impero Al confine sud del territorio poggese, a un niente dal Modenese; in fondo alla provincia, ai limiti della giurisdizione della sovrintendenza archeologica lombarda. Eppure il sito di Boccazola Vecchia è ritenuto uno dei più sorprendenti dell'area, un modello, da tempo ben conosciuto dagli studiosi. Ritenuto un abitato dell'Età del Bronzo, gli archeologi ne hanno elevato i caratteri, affermando la sua natura etrusco-padana. Interessante la continuità spazio-temporale del sito anche in epoca romana, e sempre su un probabile e fondamentale corso d'acqua che oggi potrebbe essere individuato nella linea del vicinissimo canale che segna il confine fra Poggio e la Mirandola. Ieri a Boccazola Vecchia è andato anche il sindaco Sergio Rinaldoni: la scoperta toglie per tutto e per sempre il paese dell'Oltrepò dalle convinzioni inesorabili dei pantani, della desolazione e dello spopolamento. Ai margini settentrionali della corte agricola, che sorge su un dosso, dall'altra parte della Boccazola Nuova, gli archeologi hanno individuato la necropoli, indispensabile per datare, analizzare, studiare e capire la vita in loco. Le sepoltura finora affiorate sono trenta e, appunto, birituali, vale a dire caratterizzate o dall'inumazione dei corpi (sepolture in laterizio) o dal deposito dei vasi contenenti le ceneri dei defunti. Una evoluzione dei costumi e dei riti che conferma la persistenza dell'abitato in un tempo assai largo. Ipotesi confermate. Il sito poggese è andato in continuità dall'Età del Bronzo alla stagione etrusca sino al tardo impero. Sta di fatto che la corte è leggendaria per la ricchezza di materiali superficiali, la loro varietà, i suoi caratteri che non si interrompono. E chissà che cosa potrebbe celarsi sotto la casa che sta sul culmine del dosso. Nell'intorno per anni e anni hanno operato l'aratro, gli scavi ufficiali e i visitatori clandestini. A questo punto si è fatto il tempo che l'amministrazione comunale riservi la massima attenzione a questa testimonianza di preistoria, protostoria e storia antica (tutto in un solo lembo di terra). Il Poggio etrusco potrebbe meritare un museo, un antiquarium, ricostruzioni virtuali. C'è una storia importante, nel bel mezzo dell'acquitrino, (st.sc.)
Poggio, trovata la necropoli romana
A Poggio Rusco, in Lombardia, è stata scoperta una necropoli romana con 30 tombe birituali, caratterizzate da sepolture in laterizio e depositi di vasi con ceneri. Il sito è stato attivo probabilmente tra il I e il IV secolo dopo Cristo e mostra una continuità spazio-temporale tra l'Età del Bronzo, l'Etruschi e l'impero romano. La necropoli è stata individuata in un'area agricola, vicino alla corte Boccazola Vecchia, e gli archeologi hanno individuato anche altri segni di attività umana, come la presenza di materiali superficiali e la possibilità di una casa sotterranea.
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