Il busto del baffuto Justus Lipsius, giurista fiammingo della fine del Cinquecento, che sembra di bronzo, ma è di gesso appena ricoperto da una vernice bronzea, è sempre lì al suo posto sul piedistallo di granito rosso al centro dell'ingresso del palazzo del Consiglio europeo di Bruxelles. Ma alle sue spalle, oltre le porte di sicurezza dell'entrata-vip, adesso c'è l'imperatore Marco Aurelio. E non è una copia: è una statua originale romana appena arrivata.dal Museo archeologico di Napoli, Sullo sfondo, la parete è dominata dalla riproduzione dell'affresco che campeggia da qualche settimana anche nella sala stampa di Palazzo Chigi, una rappresentazione rinascimentale dell'Europa. E al quinto piano, quello delle riunioni dei ministri, nell'atrio, c'è un'altra scultura romana: un Eros con delfino, appena sbarcato dal Museo archeologico di Napoli. Sono i simboli della presidenza italiana che rimarranno per sei mesi in prestito a Bruxelles, capitale politica dell'Unione europea. Tutte le presidenze, per la verità, hanno cercato di dare una loro impronta agli austeri - e piuttosto impersonali - palazzi del potere comunitario. Anche i greci avevano disseminato il palazzo di pannelli con il simbolo della colomba e lo slogan «la nostra Europa» scritto in greco e in inglese. Ma la presidenza italiana ha voluto fare le cose alla grande. Non soltanto statue. Concerti, mostre d'arte, convegni d'italianisti, anche la Giostra del Saracino nella Grand Piace. E poi acqua minerale, caffè, vini: tutto rigorosamente italiano nei pranzi ufficiali e nei bar interni. Ed anche bianchi divani di pelle made in Italy nel salotto riservato agli incontri. Qualcuno ha subito lanciato frecciate polemiche sullo «stile Berlusconi». Anche ieri il «Financial Times» ha ironizzato sul «cambio dell'arredamento» deciso dalla presidenza italiana nel palazzo Justus Lipsius, così come il primo luglio - giorno dell'inaugurazione del semestre - aveva descritto il ricevimento seguito al concerto di Vivaldi come una specie di «assalto all'unico prosciutto portato dall'Italia». Ma gli organizzatori dello sbarco italiano a Bruxelles ribattono colpo su colpo. Con precisione puntigliosa. A partire dal ricevimento del dopo-concerto dove c'erano 35 chili di parmigiano, mille spiedini di mozzarelline e pomodorini, 150 chili di prosciutto, speck e mortadella, 84 litri di succo d'arancia e 164 bottiglie di spumante. La presenza di prodotti italiani nei bar e nelle mense del palazzo del Consiglio sono il risultato del lavoro dell'Ice. La Sodexo, grande società di catering internazionale che ha l'esclusiva nei palazzi della Ue, è stata convinta ad allargare la fornitura di prodotti italiani. Dal caffè (Illy) alle acque minerali (Uliveto e Rocchetta), che ieri sono comparse in tutta fretta anche sul tavolo della presidenza dell'Ecofin durante la conferenza-stampa. Fino ai vini che hanno riempito i banchi frigoriferi delle mense per i funzionari europei. E che sono stati già serviti anche ai ministri nella cena dell'Eurogruppo di lunedì è stato portato in tavola un Pinot grigio del 1999 per accompagnare il piatto freddo riservato a questo genere di pasti di lavoro. Naturalmente in stile italiano: mozzarella e affettati misti. Da quando è stato deciso che i vertici europei si fanno tutti - o quasi - a Bruxelles, la personalizzazione è diventata l'unico sistema per marcare una presidenza, E quella italiana ha puntato anche su un programma culturale molto fitto. Oggi nell'Università di Lovanio si apre un convegno di italianisti con 240 specialisti arrivati da ogni parte del mondo e l'intervento - tra gli altri - di Umberto Eco, Tullio De Mauro, Vincenzo Consolo. Ieri il ministro Tremonti, prima di lasciare l'Ecofin, ha inaugurato la mostra delle Biccherne di Siena: tavolette di legno dipinto che erano le copertine degli antichi libri contabili delle banche del 1200. E all'Europarlamento, in settembre tornerà con nuove opere «Italian factory», l'esposizione di giovani artisti tra i 30 e i 40 anni che aveva già aperto il semestre a Strasburgo.