In vendita per finanziare le grandi opere dello Stato (ad esempio il ponte sullo Stretto o la Livorno-Civitavecchia). Ecco il destino delle bellezze architettoniche che rientrano nel progetto "Patrimonio spa" del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che, in accordo con il ministero dei Beni Culturali e dell'Ambiente, dovrebbe portare all'incanto decine di luoghi d'indubbio fascino nella nostra penisola. E, sorpresa, nella lista pubblicata dalla furente Legambiente sul suo sito internet, e ottenuta secondo gli uomini di Ermete Realacci da "indiscrezioni che circolano negli ambienti del ministero", ci sarebbero anche la torinesissima Villa della Regina (proprio quella dietro la Gran Madre), il castello di Agliè e il castello delle Quattro Torri di Ivrea. Possibilità che tutto ciò accada? Difficile fare una stima, di certo c'è che Legambiente ha intenzione di opporsi in tutti i modi al progetto definito dallo stesso Realacci: «Una pesante ipoteca sull'Italia per aprire una stagione di opere pubbliche inutili». «Il problema -per l'ambientalista - non è tanto l'ingresso di privati nella gestione di spazi museali o pregevoli aree naturali, temiamo invece che le privatizzazioni si traducano in privazioni per la comunità». Proprio per questa ragione il 14 dicembre Legambiente manifesterà a livello nazionale con lo slogan: "L'Italia non è in vendita". In Municipio, invece, a questa presunta vendita pare non creda nessuno. A Villa della Regina la sovrintendenza ai beni architettonici sta eseguendo dei lavori di ristrutturazione, sotto la direzione della soprintendente Cristina Mossetti. La consulta, quell'insieme di aziende torinesi che ogni anno rimette a nuovo un'opera che poi dona alla città, sta poi finanziando, con sponsor privati, il Teatro d'acque proprio a Villa della Regina. «La sovrintendenza sta facendo la ristrutturazione e ha i soldi per farli - spiega l'assessore alla cultura Fiorenzo Alfieri -. Ogni tanto, però, Villa della Regina compare tra i beni da vendere: probabilmente i ministeri non si parlano tra loro. In un solo anno mi è capitato di telefonare tre volte alla soprintendente Cristina Mossetti per chiarire questi equivoci. A Villa della Regina i lavori proseguono, tanto che nel 2004 diventerà un museo di se stessa, con il giardino messo a posto. È una storia paradossale che si ripete e che viene ogni volta smentita». Tutto chiaro, però il dubbio che la Villa che nel '700 Anna d'Orleans, moglie di Vittorio Amedeo, scelse come dimora collinare, possa essere venduta a un privato rimane. Pur se questo potrebbe anche non essere un fatto negativo. Una perplessità che deriva dal vedere la Villa in un lungo elenco che da Pianosa all'Asi-nara, dal carcere dell'isola di Santo Stefano dove fu rinchiuso Sandro Pettini, all'isolotto di Nisida nel golfo di Napoli, fino agli isolotti della laguna di Venezia, a Palazzo Barberini a Roma, a 60 ettari del golfo di Marinella in Costa Smeralda, mette tutto a disposizione del migliore offerente. E per il sito archeologico di Alba Fucens in Abruzzo ci sarebbe già un prezzo base: 40 mila euro.
Villa della Regina in vendita
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato un progetto per finanziare le grandi opere dello Stato attraverso la vendita di beni culturali e naturali. La lista dei beni da vendere include luoghi come la Villa della Regina, il castello di Agliè e il castello delle Quattro Torri di Ivrea. La Legambiente ha espresso opposizione al progetto, affermando che le privatizzazioni potrebbero tradursi in privazioni per la comunità. Il comune di Torino ha confermato che la Villa della Regina sta eseguendo lavori di ristrutturazione e che il progetto di finanziamento è stato finanziato da sponsor privati.
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