Nuova dottrina culturale in 50 cartelle Le strategie culturali e quindi i destini della città in cinquanta fogli dattiloscritti, chiusi a chiave, in municipio. Salvatore Settis, direttore della Scuola Superiore Normale di Pisa e super consulente del Comune di Mantova ha concluso il lavoro d'analisi ed elaborazione. Oggi e domani sarà in via Roma e dintorni per presentare la bozza, già spedita, definitiva e molto attesa. Ma sui contenuti del progetto dal piano superiore del palazzo municipale non filtra una parola o una virgola. Il piano di Settis è immaginato in parecchie maniere. E in questi mesi le ipotesi degli addetti ai lavori e degli osservatori si sono alimentate di metafore e impazienze. Sarà solo una carta fondamentale con la quale coordinare, far conciliare e promuovere realtà e potenzialità storico-artistiche di Mantova? Sarà una linea di riforma totale per connettere su un'unica rampa di lancio tante e troppe iniziative? Per l'amministrazione sarà un manuale per l'uso saggio e ottimale della città? Sul contenuto del piano Settis in municipio vige il massimo riserbo. Si sa che la bozza è arrivata, che è costituita da una cinquantina di cartelle e che il professore sarà dal sindaco oggi e domani. Patrizia Soldi, portavoce del primo cittadino, conferma che la bozza è già nell'ufficio di Fiorenza Brioni e che non è divulgabile. Altre due notizie trapelano: entro l'anno sarà approntata la versione definitiva e convocato un tavolo della cultura. Si partirà alle soglie del 2007 con un nuovo percorso e, con tutta probabilità, con la coincidenza dell'investitura del nuovo assessore alla cultura: Paolo Gianolio potrebbe succedere allo scomparso Ilario Chiaventi. Impazienti operatori, dirigenti e osservatori, ma innanzi tutto la giunta che non fa mistero di voler consacrare la sua marcia culturale con il piano Settis. Molti progetti e interventi sono stati fino ad oggi nel limbo, in attesa del "verbo" di Settis, del quale vale la pena ricordare il "credo" al quale sarà certamente conformato il suo piano: Mantova produce molti eventi, ma ha troppi dislivelli. L'obiettivo: dimensione unitaria dell'offerta culturale. Il 28 agosto il direttore della Normale di Pisa ci fornì un'anticipazione "ideologica" della riforma quando visitò il Palazzo del Podestà. C'erano l'assessore Luciano Battù, l'ex rettore della Iuav di Venezia Marino Folin, il direttore del Te Ugo Bazzotti, il delegato vescovile per i beni culturali monsignor Giancarlo Manzoli, la responsabile del patrimonio artistico delle cattedrali Giuse Pastore e il direttore regionale dei beni culturali Carla Di Francesco. Settis spiegò: «Penso che fra un paio di mesi sarò in grado di consegnare questo mio testo, che avrà tre caratteristiche. Sarà analitico, sarà diagnostico, sarà propositivo. Ho cominciato a scrivere e sarà necessaria qualche altra mia visita a Mantova. Mi ero ripromesso in via teorica di consegnare il lavoro in municipio entro la fine di quest'anno. Ma arriverò in anticipo». Il professore aggiunse particolari sulle modalità: «Ora la cosa più importante è che il progetto lo faccio io, da solo. La mia è una riflessione personale con tutti i vantaggi e gli svantaggi che sono prevedibili in uno studio realizzato da una persona che viene da fuori». Alla richiesta di anticipazioni Settis replicò: «No. Preferisco di no. Tra l'altro quando scrivo una cosa, delineo un progetto, questo può essere modificato dalle necessità di argomentazione del momento. Posso comunque dire che il lavoro avrà un carattere fortemente unitario». Il pensiero di Settis: «Va benissimo l'autocoscienza forte di questa città, l'alta densità di presenze e proposte culturali. Vedo una certa dispersione di iniziative, noto dislivelli nelle proposte. Credo che a Mantova, a differenza delle grandi e grandissime città, è possibile realizzare una dimensione unitaria dell'offerta culturale». In attesa della divulgazione del piano ora circola anche l'ipotesi che Settis immagini una fase "operativa" con l'attivazione di specialisti da lui indicati nei posti chiave del sistema culturale. Possibile? La portavoce del sindaco risponde no: «A oggi - chiarisce Patrizia Soldi - non s'è mai sentito parlare di una simile eventualità».