Appello del parroco don Tommaso Fiammingo a Comune, Provincia e Regione Fedeli in costante pericolo per il possibile crollo del campanile RICADI. Lo stato di fatiscenza in cui versa una chiesa nella fattispecie quella di S. Nicolò è evidente a tutti, per il semplice fatto che in essa si riuniscono ogni settimana in preghiera decine e decine di fedeli. Dicevamo di fatiscenza. E si, perché appunto l'esterno della chiesa di S. Nicolò è in stato pressoché comatoso, basti osservare la facciata ed il campanile, quest'ultimo addirittura pericoloso per l'incolumità dei passanti. L'aspetto di per sé curioso ed insolito non è costituito tanto dal fatto che il medesimo campanile, stante la sua anagrafe, si trovi in condizione malandate, quanto dal fatto che, nonostante le ripetute sollecitazioni da parte del parroco don Tommaso Fiammingo agli organi competenti per il rifacimento esterno della chiesa, questi non hanno ancora provveduto adeguatamente con le necessarie risorse finanziarie. Infatti, è da circa due anni che il sacerdote sollecita la Regione Calabria, l'amministrazione provinciale e quella comunale, ciascuno per le proprie competenze, affinché intervengano economicamente. Persino la sovrintendenza dei beni culturali di Cosenza sta per essere allertata, con l'auspicio che ciò possa sortire effetti positivi. Nel mese di febbraio scorso il parroco si è visto costretto a commissionare una perizia tecnica al fine di accertare lo stato di conservazione delle rifiniture esterne (cornicioni) e del campanile della chiesa. Il responso peritale, ed era immaginabile, è stato lapidario. Infatti, dalla ricognizione visiva si è rilevato «uno stato di conservazione precario sia per l'usura del tempo e sia per una carenza di manutenzione straordinaria della chiesa; buona parte dei cornicioni e decori del prospetto principale (in particolare del campanile) sono in pessime condizioni di stabilità, tra l'altro alcuni sono già crollati ed altri sul punto del crollo. Questo pericolo, imminente, sicuramente potrà creare danneggiamenti a persone o cose che transiteranno nella sottostante strada principale del paese». Pertanto, appurato il pericolo incombente della possibilità di caduta calcinacci o parti di cornicioni, si suggeriva, onde evitare problemi maggiori, «di racchiudere immediatamente le parti interessate, principalmente quelle del campanile, con l'uso di rete protettiva evitando così la caduta diretta di materiali nella strada sottostante fino a che non si intervenga con lavori di ristrutturazione». Ciò è stato prontamente disposto e di conseguenza, a causa del mancato intervento da parte della Regione, della Provincia e del Comune, si è proceduto, mediante imbracatura, alla messa in sicurezza parziale del campanile della chiesa, per avvenuti e ripetuti episodi di caduta calcinacci sulla sottostante sede stradale. Si è persino pensato di far intervenire i vigili del fuoco allo scopo di rimuovere le parti pericolanti. Tale rimozione non è stata effettuata perché, a seguito dell'intervento medesimo si sarebbe comunque dovuto proseguire con lavori di riparazione e di restauro dell'immobile. La mancanza di fondi non avrebbe quindi consentito tale operazione.La Provincia, è doveroso rammentarlo, ha garantito lo stanziamento di 5 mila euro i quali, tuttavia, sono sufficienti per montare il ponteggio e togliere le parti pericolanti. La comunità parrocchiale, dal canto suo, ha in più occasioni provveduto a finanziare svariati interventi di restauro della chiesa medesima (altare, pavimentazione, decorazioni varie, ecc.). Ciò nonostante, sarebbe altresì disposta ad elargire ulteriori somme di danaro per migliorare la chiesa, non potendo comunque disporre dell'ingente quantità di fondi necessari per risolvere l'incombenza di cui sopra. Probabilmente, non rimane altra strada da percorrere se non quella di auspicare l'intervento Divino.
CALABRIA. Ricadi . Degrado alla chiesa di San Nicolò
Il parroco don Tommaso Fiammingo ha inviato un appello al Comune, alla Provincia e alla Regione Calabria per richiedere l'intervento per il rifacimento esterno della chiesa di S. Nicolò a causa del crollo imminente del campanile. La chiesa è in stato di fatiscenza e il campanile è pericoloso per l'incolumità dei passanti. Il parroco ha sollecitato l'intervento economico per due anni, ma non ha ricevuto risposte. La sovrintendenza dei beni culturali di Cosenza è stata allertata. Una perizia tecnica ha rilevato uno stato di conservazione precario del campanile e dei cornicioni.
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